POESIA AL LARGO… INCONTRI E READING

Mercoledì 8 febbraio 2017
ore 18.30 Auditorium CMC

intervengono
Cesare Cavalleri, Giornalista e scrittore
Giancarlo Pontiggia, Poeta

Letture di
Laura Piazza

Coordina
Alessandro Rivali

«Mi hanno chiamato l’Oscuro e abitavo lo splendore».

Saint-John Perse (Guadalupa 1887 – Giens 1975), pseudonimo di Marie-René Alexis Saint-Leger Leger, è il poeta degli spazi sconfinati, dei Venti e delle Nevi, dei grandi poemi sulla Natura rischiarati dai bagliori di Baudelaire e di Rimbaud.

Eppure, anche dopo il Nobel del 1960, in Italia la sua opera resta incompresa. «Poeta per poeti», «poeta difficile», così la maledizione. Perse è un esiliato dal nostro Canone.

E l’esilio è una delle grandi ossessioni della sua poesia. Come per Ovidio, Dante o Brodskij.

La pubblicazione delle Lettere a mia Madre dalla Cina, tradotte da Luana Salvarani per Medusa, sono un’occasione indispensabile per riportare la giusta attenzione critica su un grande ‘dimenticato’. Riportano agli anni della delicata missione diplomatica a Pechino (1916-1921) e agli albori della sua vocazione poetica. Grazie a quell’esperienza, il poeta ideò il suo fortunato poema Anabasi, tradotto in Italia da Giuseppe Ungaretti: qui nacque il suo Principe: un po’ Gilgamesh, un po’ Ulisse, un po’ Marco Polo, sempre in cerca della Terra promessa.

Alessandro Rivali

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