Proponiamo la lettura di alcuni articoli che, per chiarezza ed essenzialità, consentono il formarsi di un giudizio sulla Legge approvata il 13 dicembre 2017.
Sono diversi infatti gli aspetti di concezione e di dettaglio, su un tema così delicato, sui quali si è deciso di togliere quello spazio il dialogo invocato da diverse parti, medici, Vescovi, Associazioni e di diversi politici.
Colpisce come l’introduzione nell’ordinamento di diritti/doveri, fino a qualche tempo fa estranei al nostro ordinamento –per i quali si potrà ipotizzare causa di incostituzionalità- non sia potuta accadere se non con delle forzature. Anche delle norme che regolano il dibattito parlamentare.
Ignorando lo spirito del dialogo e della comunità sociale rinunciando a più approfondite valutazioni, si consegna al Paese ancora una volta l’ansia di consenso elettorale e di egemonia, che infatti poggia su quel vuoto di realismo, preparazione e dialogo che contraddistingue la delusione del Paese verso la Politica.
Non a caso i principali sostenitori delle norme così approvate sono, per la prima volta unite, le forze del progressismo vuoto e del populismo reattivo

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/12/15/BIOTESTAMENTO-Le-liberta-calpestate-da-una-cattiva-legge/797339/

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/le-associazioni-preoccupati-no-al-diritto-alla-morte

Biotestamento in aula. Appello di medici contrari alle Dat: «Legge inaccettabile»

Perché cambiare la legge sul fine vita . Modifiche calibrate per fare la differenza – Alberto Gambino

I dieci nodi da sciogliere del provvedimento – Francesco Ognibene