UNA STORIA SCRITTA A MILANO E VISSUTA NEL MONDO
Un fatto chiamato Centro Culturale di Milano

… fu una specie di trabocco di vita, la necessità cioè di creare un luogo dove incontri con “maestri” e le riflessioni che da essi erano nate potessero svilupparsi sistematicamente, proprio come aveva sempre detto don Giussani a proposito della cultura, che è la “coscienza critica e sistematica dell’esperienza”. Noi conoscevamo bene quella definizione, ma fu – ed è – l’esperienza di impegno quotidiano a farcene comprendere il significato concreto.

Luca Doninelli

La cultura nuova, di cui c’è bisogno, è una visione del mondo, dalla persona al destino, che parte da un incontro fatto, da un avvenimento cui si partecipa, da una Presenza che ha già cominciato, non da libri o da idee che si sentono.
Dalla posizione che prendiamo rispetto a questa partenza possiamo vivere e incontrare tutto e con tutti, come documentano il libro e il filmato in oggetto, valorizzando quel frammento di verità che in ognuno rimane aperto verso un gusto reale del vivere.
Questi strumenti, il libro con testi bellissimi e inediti – tra cui di don Luigi Giussani, uno dei primissimi incontri –  e il racconto per immagini che abbiamo ideato, sono un’occasione per riprendere con colleghi e amici un fatto della nostra città e della dimensione di un impegno ideale.

Dove la domanda si accende

Il modo autentico di raccontare un’esperienza è riconoscere le ragioni di quell’esperienza stessa, adesso.
“Dove la domanda si accende”, edito per il 30 anni (e più) del Centro Culturale di Milano è più che un libro. Raccoglie 12 testi, mai editi prima, di maestri del nostro tempo, che vanno al cuore della cultura contemporanea, e ci fa immaginare la scoperta e lo stupore dell’essere in rapporto con ciò che di profondamente umano e vero c’è nella vita di tutti.
Esistono dunque uomini in cammino, esiste un bisogno comune, esiste la possibilità di farsi ed essere compagni di strada, desiderare di essere dove l’umano si accende. Emerge anche la gratitudine immensa –che in fondo è il test soprattutto per la dimensione culturale- per quella Presenza che mette in movimento la vita, la persona.
La cultura nuova, di cui c’è bisogno è una visione del mondo, dalla persona al destino, che parte da un incontro fatto, da un avvenimento cui si partecipa, non da libri o da idee che si sentono.
Così affermò don Giussani nell’incontro inaugurale del Centro: Dal senso religioso a Cristo, ossia: da una passione interiore all’incontro umano, concreto, fisico, che ci spalanca al senso pieno di quella passione. Dalla posizione che prendiamo personalmente rispetto a questa partenza possiamo vivere e incontrare tutto e tutti.
Sembra ininfluente, tanto siamo misurati dai cosiddetti “indicatori”, eppure è così che nasce la cultura: non dall’essere impeccabili nell’erudizione (che non guasta) ma dalla passione che genera novità. Perché la cultura sta in questa generazione, non certo nel “già detto” cui sempre più la stanno riducendo giornali e televisione, per cui tutti siamo liberi di dire quello che vogliamo, senza giudizio, a patto che siano sempre le stesse cose, e possibilmente con le stesse parole.

Con questo libro si offrono al lettore alcuni straordinari testi inediti di grandi figure del nostro tempo, che il Centro Culturale di Milano ha chiamato in tempi diversi e nell’arco di un trentennio della sua attività, per dare un contributo di pensiero e giudizio sul mondo contemporaneo.
Persone di diversi Paesi e formazione, accomunate da una comune esperienza di tensione alla verità e gusto di un paragone con la proposta ricevuta. Ciò ha permesso di raggruppare in quattro capitoli i diversi contributi, riguardanti flessioni della conoscenza e della vita, che permettono al lettore di constatarne la profondità e attualità.
I dodici testi presentati coinvolgono le dinamiche interne di diverse espressioni dell’uomo, dall’arte alla scienza, dalla storia alla teologia, dalla filosofia al diritto, dalla politica, dall’esigenza di un significato ultimo alla letteratura.
Le Schede poste a termine del libro danno un breve cenno sia degli Autori che delle circostanze storiche e culturali che hanno maturato nell’attività del Centro la scelta degli interlocutori e degli argomenti proposti a suo tempo al pubblico.
Il materiale proposto è inedito, fa eccezione J. Carrón, L’urgenza della ragione in Allargare la ragione, Vita e Pensiero, Milano 2007, con uno speciale ringraziamento alla casa editrice.


“In campo aperto” -come recita il titolo del film che accompagna il libro- è l’ampiezza e lo spazio, non indistinto, dove questo movimento di persone e di pensiero procede, così come le immagini e interviste del film ne fermano la memoria ed esistenza in un commovente fotogramma.

In campo aperto

Docufilm di 37 minuti con avvenimenti, episodi, vita della città, personaggi, di un fatto chiamato Centro Culturale di Milano.

“In campo aperto” è l’ampiezza e lo spazio, non indistinto, dove questo movimento di persone e di pensiero procede, così come le immagini e interviste del film ne fermano la memoria ed esistenza in un commovente fotogramma.

Scienziati, scrittori, economisti, filosofi, storici, artisti, uomini del nostro tempo in un dialogo senza rete con, giovani, professionisti, universitari. Un luogo dove la passione per la verità e per l’esperienza umana in tutte le sue espressioni, uniscono la gente un incontro permanente perché la  cultura non può che nascere da un gusto del vivere.

Filmati di repertorio, media, giornali, la città di oltre 30 anni di attività. I momenti di convivenza e dialogo post conferenza con volti internazionali quali, Potok, Milosz, Ratzinger, Burgess, Zeri, Guarducci, Testori, Moravia, Gaber, Weiler, Finkielkraut.
Il Film si compone poi con grandi interviste ad Aharon Appelfeld, Marco Bona Castellotti, Julian Carron, Luca Doninelli, Camillo Fornasieri, Franco Loi, Giulio Sapelli, Andrèe Ruth Shammah, Carlo Tognoli, Giorgio Vittadini

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