Gaber

La realtà, che passione! Questo è stato l’oggetto che ci ha fatto incontrare Giorgio Gaber al Centro Culturale di Milano alcuni anni fa. Con il desiderio di condividere l’avventura umana nel suo incessante desiderio di verità, carico di domande senza fine.

È anche il titolo di una sua canzone e – come si può leggere nel testo inedito della conversazione con Luca Doninelli svoltasi al CMC – significa anche l’appartenenza a qualcosa che non si è scelto ma in cui consiste la ragione della nostra vita: vivere intensamente il reale. Appartenenza a un “noi” che ci genera, anche da grandi, senza smettere di ridiventare come bambini desiderosi del vero, del giusto e del bello. Gaber è un testimone, per questo c’era tanta gente a salutarlo a Chiaravalle all’ultimo saluto. Milano è piena di Gaber. Attore di teatro-canzone che davanti a tutti raccontava se stesso e noi. Scomodo al political correct di tanta cultura milanese, per cui la realtà è il regno del nostro pensiero e misura.

Milano una Scuola permanente.

La parola “scuola” mette in luce un qualcosa caro a tutti, occasione di imparare di nuovo da noi stessi, dalla nostra storia, un metodo ricordato nella recente visita di Benedetto XVI a Milano che ha detto ‘nella vostra storia è contenuto il vostro futuro’.
“Permanente” indica un’offerta che non termina, che accade sempre. Sono le testimonianze, i frangenti le persone e i problemi antichi e nuovi da fissare e capire.
Ci saranno una serie di incontri del CMC con diverse personalità. Ma cominciamo da subito con un invito alla Lettura. Testi inediti di incontri straordinari fatti con persone di cui ricorre un particolare anniversario Giovanni Testori (1993), Giorgio Gaber (2003), Giuseppe Pontiggia (2003)