Una grande analogia è contenuta nel raffronto tra il nostro tempo e quello degli inizi degli anni ’60 e fino a metà ’70. La messa in discussione dei valori della tradizione unita alla incomprensione per un’esigenza di nuovo protagonismo; le nuove guerre economiche e le nuove consapevolezze dei popoli; la crisi della fede in Occidente e il fiorire di semi di novità e di nuove strade.
Un cambiamento d’epoca secondo la definizione condivisa, di papa Francesco, come il tempo che viviamo, di scontro e incertezza. Insomma, cinquant’anni fa come oggi.

La figura di Paolo VI – Paolo come l’ultimo degli Apostoli e il primo missionario della Chiesa – si compone sempre più chiara via via che il tempo trascorre. Fino a splendere il prossimo 14 ottobre quando l’Arcivescovo di Milano, il bresciano Giovanbattista Montini e poi Papa dal 1963 al 1978, verrà fatto santo da papa Francesco.

La serata intende riflettere su alcuni motivi che rendono di grande attualità la sua opera.
A che cosa guardò come fatto più importante? Come si riforma la Chiesa e quale rapporto essa è chiamata a favorire con l’uomo contemporaneo? E ancora: come riuscì a compiere il miracolo del Concilio Vaticano II e in che senso quell’epocale accadimento resta da attuare nella sua verità personale e di popolo?

La serata, per i suoi contenuti e le domande aperte, annuncia, per così dire, quali saranno i temi portanti della stagione 2018/19 del CMC. Ne anticipiamo il Programma.

Il tema “lo stupore è all’origine del risveglio dell’umana coscienza” è tratto da Il Senso religioso di Luigi Giussani. Gli eventi andranno a sviluppare il significato vivo e controcorrente di questo pensiero.
L’urgenza del risveglio dell’umana coscienza è evidente, ma non sarà solo la misura politica, economica, culturale anche, a farci vedere quelle zone “inconosciute” della realtà di tutti i giorni. Solo nello stupore, riscoperto come origine, ci ritroveremo.

In calendario oltre 50 incontri alla presenza di personalità dall’Italia e dal mondo.

Tra gli altri: il politologo Pierre Manent, il matematico informatico Giuseppe Longo, il filosofo Fabrice Hadjadj, Piero Boitani, Luciano Violante, la vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, Francesco Occhetta de La Civiltà Cattolica, e poi Piero Bassetti, il Ministro Moavero Milanesi, il Direttore dei rapporti col Parlamento Europeo Riccardo Ribera De Alcalà.

Originali e diversi i temi: Stato e cittadini nel tunnel della libertà moderna; i santi di Tibhirine; che fare nella democrazia; nuove economie possibili; that’s Europa.., intelligenze artificiali e conoscenza.

Nei colori una serata per Gio Ponti, nel 40° della scomparsa; una grande Mostra su Andrè Kértesz, la Mostra (in corso) su Achille Funi e gli amici pittori di Novecento, un’Officina contemporaneità e Leonardo da Vinci a cura di Giuseppe Frangi.

Un ciclo di riflessioni su Creatività è/e Design dove si alterneranno Mario Botta, Alessandro Mendini, Mario Bellini, Alberto Alessi. Una nuova Scuola di Scrittura Flannery O’Connor con 6 corsi, anche per giovanissimi, con Luigi Ballerini, Luca Doninelli, Benedetta Centovalli, tra cui anche una Scuola per Attori e di drammaturgia a cura di Francesca Sangalli e Andrea Carabelli.

E poi CMC casa della poesia, del Jazz e della musica classica con Simone Pedroni, Luca Franzetti, Marco Bonzi.

Insomma vedere, parlare, ascoltare, dibattere, incontrare: il Centro Culturale di Milano si conferma una casa aperta. Là dove ogni evento, piccolo o grande, ha un suo perché: un’intuizione, un suggerimento di persone e gruppi di persone, sentito come proposta a tutti e per un movimento di pensiero.

Preparando il finale in giugno, in Piazza Beccaria con la seconda Edizione del Festival Andiamo al largo… tre giorni (il 12, 13, 14) di cultura e incontro, dopo il grande successo della prima edizione.

I Promessi Sposi nella città contemporanea.

“Perché m’avete presa?” - Il rapimento di Lucia

con Lucia Bellaspiga
attore Laura Piazza

 

 

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