di VÁCLAV HAVEL, Ed. Itaca – La casa di Matriona, 2013Il-potere-dei-senza-potere-Havel

Tutti abbiamo di fronte agli occhi un unico compito fondamentale.(…) Di confidare nella voce della coscienza più che nelle speculazioni astratte, di non inventare una responsabilità diversa da quella che tale voce ci indica; di non vergognarci di essere capaci di amore, di solidarietà, di compassione e di tolleranza, ma al contrario di liberare queste dimensioni fondamentali della nostra umanità dall’esilio nel privato, e di accettarle come unici autentici punti di origine di una comunità umana dotata di senso; di lasciarci guidare dalla nostra stessa ragione, e di servire in ogni circostanza la verità come nostra fondamentale esperienza.
(Václav Havel)

L’incontro è stato rinviato in data da destinarsi

In questa affermazione sta tutta l’attualità della riflessione di Václav Havel per l’odierna situazione civile e politica del nostro Paese e dell’Europa nel suo insieme. Iniziata nella seconda metà degli anni ‘70 a partire dall’esperienza diretta del regime totalitario comunista (cecoslovacco in primis, paese dell’Autore), essa ha saputo cogliere il fondamento radicale e originale, dell’impegno civile e quindi politico: la persona con la sua libertà, con la sua capacità di desiderare il vero e di costruire un’esistenza, in tutte le sue dimensioni, a partire da questo.

Quanto concreta e tutt’altro che velleitaria fosse tale posizione, è testimoniato anzitutto dalla stessa parabola umana di Havel, prima drammaturgo, poi “dissidente”, e infine Presidente della Repubblica Ceca, e dal crollo dei regimi dell’Est europeo. Una posizione con cui vale la pena confrontarsi anche in Italia e in Europa, oggi, nel momento in cui le motivazioni di un impegno nella società e nella politica sembrano frustrate da molti esempi negativi e da una pesantissima crisi economica che mette in luce l’insufficienza dei presupposti economicistici della costruzione europea. Da Havel viene l’invito a riprendere la responsabilità verso la propria vita, prima di ogni calcolo ed esito “politico”: è in questo tentativo la prima e vera dignità della persona, che nessun totalitarismo dello Stato e dell’economia, a Est come a Ovest – potrà distruggere.

Il volume, ripubblicato a oltre 20 anni dalla prima edizione italiana e aggiornato nella traduzione, è corredato da una illuminante prefazione a cura di Marta Cartabia, docente universitario, costituzionalista e giudice della Corte Costituzionale.

con

Sergio Belardinelli, Ordinario di Sociologia nell’Università degli Studi di Bologna

Marta Cartabia, Giudice della Corte Costituzionale, Autrice della prefazione

Luogo: Sala di via S.Antonio, 5 [MM1-3 Duomo]

Ingresso libero
Info e prenotazioni: 02/86455162

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