Chi ha separato la cultura dall’esperienza?

Proponiamo una serie di articoli che indicano una profonda crisi a più livelli – economica, educativa, culturale… C’è, però, un’origine comune, un solco che logora come un cancro nella coscienza dell’uomo di oggi: il concepirsi come singoli, soli e isolati, nel pullulare indistinto di una società in cui il confronto e il dialogo, il riconoscimento dell’altro, appare sempre più come un’impossibilità di condividere e arricchire con delle ragioni. Ecco perché la cultura, gli insegnanti, le iniziative “personali” (che significa qui un io in movimento) vengono avvertite come distanti dal problema della nostra vita.

20/11/2012, Tracce.it, L. Stoppa,
INTERVISTA a Sergio Soave, L’Italia s’è spenta?

25/11/2012, La Repubblica, T. Todorov,
I pericoli di un mondo “individuale” in cui ognuno rappresenta solo se stesso

27/11/2012, Il Sussidiario.net, G. Frangi,
Perché la “cultura” non interessa più la gente?

18/11/2012, Tracce.it, F. Magni,
“Il cuore dell’istruzione? Sono gli insegnanti”

29/11/2012, Avvenire, G. L. Ferretti,
Il tempo di crisi ha bisogno di noi

 

Se i filosofi giocano con la vita

“Le parole sono suono per coloro che non si impegnano, sono il nome di esperienze per chi le vive”. In questo tempo è affiorato il “Manifesto del nuovo realismo” (Laterza, 2012) firmato da Maurizio Ferraris. Filosofare davanti ad un semaforo rosso sembra essere il massimo realismo a cui tendono certi filosofi contemporanei. Ci si chiede, però, a cosa serva un realismo se questo non è, poi, utile al movimento della persona di fronte a ciò che la realtà davvero è.

18/11/2012, alfabeta2, L. Taddio,
Sinistra e Nuovo Realismo

16/11/2012, La Lettura, E. Severino,
Il senso del nuovo realismo

21/11/2012, Alfabeta2, I. Bussoni,
Il calendario Maya dell’editoria

22/11/2012, La Stampa, G. Vattimo,
Non serve filosofare davanti a un semaforo rosso

23/11/2012, La Stampa, M. De Caro,
Caro Vattimo, si può filosofare anche sul semaforo

 

L’anno della Fede. Uno sguardo più profondo dentro la realtà

Continuiamo la pubblicazione dei bellissimi discorsi del Santo Padre Benedetto XVI in occasione dell’anno della Fede. Riportiamo inoltre le omelie dell’Arcivescovo di Milano Angelo Scola in Duomo, sull’avvento.

28/11/2012, Vatican.va, Benedetto XVI,
L’Anno della fede. Come parlare di Dio?

21/11/2012, Vatican.va, Benedetto XVI,
L’Anno della fede. La ragionevolezza della fede in Dio

02/12/2012, Angeloscola.it, A. Scola,
III domenica d’Avvento – «Dio che viene» – Grandi cose ha fatto il Signore per noi

25/11/2012, Angeloscola.it, A. Scola,
II domenica d’Avvento – «Dio che viene» – Popoli tutti, lodate il Signore

18/11/2012, Angeloscola.it, A. Scola,
I Domenica d’Avvento – «Dio che viene» – Sorgi, o Dio, e vieni a salvare il tuo popolo

 

L’infanzia di Gesù. Fin dall’inizio non è un mito

Il nuovo libro del Papa porta il lettore al cuore dello scandalo che è per il mondo la nascita di Cristo. Una nascita storica, reale, non un mito. Dalla convivenza con questo fatto, allora come oggi, viene riposta la grande domanda sull’origine e l’identità di quel uomo. Non lo capisce Vito Mancuso, impegnato, dalle pagine di Repubblica, a rimproverare al Santo Padre la mancanza di una coerenza e logicità nella narrazione dei Vangeli, mostrando un senso storico e un pensiero poco critico di fronte a questa straordinaria risposta alle obiezioni sulla storicità dei Vangeli. L’ennesimo tentativo di riduzione della fede al proprio pensiero, neanche troppo critico, su di essa.

21/11/2012, Corriere della Sera, G. G. Vecchi,
Benedetto XVI: il Vangelo è storia. La verginità di Maria non è un mito

21/11/2012, Il Foglio, P. Rodari,
L’infanzia di Gesù secondo Ratzinger e il sogno compiuto di un Papa

21/11/2012, La Stampa, A. Tornielli,
Una risposta alle obiezioni sulla storicità dei Vangeli

21/11/2012, Osservatore Romano, G. Ravasi,
Le quattro chiavi di Benedetto e la tenerezza di Sartre

21/11/2012, La Repubblica, V. Mancuso,
Il bambin Gesù del Papa

 

E’ la verità a cercare noi. Una nuova posizione per l’uomo contemporaneo

La verità non è ciò che riusciamo ad aggiungere, ma ciò che traspare dai segni e dalle testimonianze ragionevoli. Chi è posseduto dalla verità non può sottrarsi dall’impegno di testimonianza in tutti gli ambiti dell’umana esistenza (vedi editoriale del Cmc) . La ricorrenza dell’anno costantiniano è in questo senso un’occasione per riscoprire quale vertice della testimonianza cristiana il riconoscimento della libertà religiosa, come ha ricordato il Cardinale Scola al Premio Sant’Agostino. Non si tratta di tolleranza della diversità dell’altro, ma di voler fondare sulla divinità trascendente i diritti e la libertà dell’uomo. E’ un’idea che Costantino nell’Editto di Milano mostra di avere già ben presente, e che trasporta nelle scelte politiche (vedi il ciclo di conferenze del Cmc).

25/10/2012, Osservatore Romano, A. Tradigo,
Uomo fragile e imperatore illuminato

26/11/2012, Oasiscenter.eu, A. Scola,
Quel nesso tra libertà religiosa e ricerca della verità

27/10/2012, ilSussidiario.net, A. Caspani,
EDITTO DI MILANO/ La “lezione” del laico Costantino ai relativisti di oggi

31/10/2012, ilSussidiario.net, A. Brandirali,
IL CASO/ Dalla Sicilia alla Lombardia, ecco il coraggio che ci manca

Fotografia e cinema. L’imprevisto che rompe la gabbia

C’è un modo di raccontare la realtà (in uno scatto come su uno schermo) che significa, prima di tutto, partecipare delle sofferenze e delle gioie che in essa si trovano. Il neorealismo, in fotografia, documenta questo intento di riportare in immagine l’uomo segnato e colpito dal suo tempo. E, a suo modo, il regista Bertolucci indica come speranza dell’uomo di oggi l’inaspettato, l’imprevisto capace di rompere la gabbia in cui l’individuo spesso si richiude, o si scopre come condizione iniziale. “Una foto è ben riuscita quando la guardi e ti smuove qualcosa dentro, anche se non è composta benissimo o è un po’ “sporca”, ma riesce comunque a trasmetterti delle sensazioni… Quella per me è la foto che funziona e che bisogna cercare” (da intervista a Giulio Di Sturco, presente con la mostra “Fratello fiume. Lo scorrere delle acque nel destino dell’uomo” al Cmc).

30/11/2012, Tracce.it, M. Crippa,
Io e te, l’imprevisto che rompe la gabbia

03/12/2012, La Stampa, M. Vallora,
Migliori, lo stregone della fotografia

03/12/2012, La Stampa, R. Moliterni,
Neorealismo, l’Italia in bianco e nero

11/2012, Catalogo “Fratello fiume. Lo scorrere delle acque nel destino dell’uomo” (G. Di Sturco), E. Viganò,
Atomi e vuoto

 

Letture

25/11/2012, Il Sussidiario.net, L. Manes,
Cosa ce ne facciamo di un Dio senza carne? Testori “risponde” a Galimberti

25/11/2012, La Lettura, A. Piperno,
La capanna di Philip Roth

25/11/2012, La Lettura, M. Persivale,
Fantascienza e critica tv: i punti deboli di Wallace

24/11/2012, Il Sussidiario.net, E. Rialti,
Come trovare la verità nell’ “assedio” delle cose (Clemente Rebora)

03/12/2012, Tempi.it, G. Fighera,
«La Provvidenza di Manzoni si incarna nella fede» e non nel moralismo di Eco

02/12/2012, Avvenire, R. Williams,
Dostoevskij, romanziere cristiano nonostante il dubbio

 

Riflessioni/ Quando la realtà sfugge al nostro controllo

Proponiamo alcuni articoli che mostrano, dal giornalismo alla questione palestinese, dalla psicoanalisi alla difesa della festività domenicale in quanto luogo dell’espressività dell’umano, il profondo desiderio insito nell’uomo di voler conoscere e capire, addentrarsi sempre più, nella complessità della realtà. Anche quando questa sembra sfuggire e sottrarsi ad ogni semplicistica definizione.

25/11/2012, Avvenire, D. Rondoni,
Domenica, difesa dell’umano

18/11/2012, La Repubblica, R. Esposito,
Tutto su Lacan

29/11/2012, La Stampa, A. Sinigaglia,
Casalegno, il coraggio della ragione

30/11/2012, Asianews.it, Redazione,
Vaticano: bene il riconoscimento Onu, ma che serva per “negoziati in buona fede”

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