Conviene restare inquieti
Il succo dell’esperienza umana è risposta alla chiamata originaria. Ogni giorno c’è la possibilità di vivere questa novità. Che nasce dal cuore che pulsa. Riflessione a partire dalla visione di un video diventato virale sui social. Dove il protagonista è un pinguino che si incammina. Forse anche Steve Jobs avrebbe potuto dire qualcosa…
30 gennaio 2026
Direzione necessaria
di Lorenzo Buggio
Di recente un video è diventato virale sui social.
Una scena di un documentario mostra un pinguino che, contro ogni logica di sopravvivenza, si allontana dal branco e si incammina da solo verso montagne lontane e gelide. Non c’è un vantaggio evidente vi è soltanto solo una direzione.
La scelta del pinguino
Osservando i commenti e i tentativi di spiegare il successo di questo video, emerge qualcosa che tocca in profondità l’esperienza umana.
Richiama il desiderio di andare oltre. Oltre ciò che è comodo, oltre ciò che è già noto, verso qualcosa che non ha ancora una forma chiara, ma che sentiamo come necessario. È una spinta che non ha bisogno di argomentazioni razionali. Nasce dal cuore, da un’inquietudine che non si lascia mettere a tacere.
Colpisce come una scena così semplice riesca a risvegliare qualcosa di universale. In fondo, quel pinguino non siamo forse anche noi? Non quando restiamo nel branco o seguiamo il percorso più sicuro, ma quando dentro di noi si accende una chiamata verso qualcosa che ancora non sappiamo nominare, ma che riconosciamo come essenziale per sentirci vivi.
Un augurio insolito
Steve Jobs, nel suo discorso più famoso, invitava a “Stay hungry, stay foolish”. Riprendendo oggi quelle parole, vorrei proporne altre: vi auguro di non essere mai tranquilli. Un augurio insolito, soprattutto all’inizio di un anno, e ancora più estraneo in una società che ci convince che la serenità coincida con la comodità e con risposte rapide a tutto. Eppure, non è così.
Il cuore umano desidera sempre altro. Non cerca una soluzione definitiva che lo metta a tacere, ma una forza che lo spinga continuamente oltre, lasciandolo inquieto. Non si tratta di un vuoto da colmare, ma di una tensione viva, capace di orientare, di muovere, di dare forma alle scelte.
Costruire per vedere qualcosa
Nel corso della mia vita, parlando con musicisti, fotografi e artisti, quelli che Jacques Lacan considerava più vicini al proprio desiderio, ho riconosciuto una costante. Fino all’ultimo continuavano a creare. A comporre, a scattare, a cercare. Non per il mercato o per il riconoscimento, ma perché il cuore non poteva dirsi appagato. Era spinto a costruire e a vedere qualcosa che sentiva come una chiamata originaria.
Creare non come accumulo, ma come risposta. Non come affermazione di sé, ma come fedeltà a una tensione interiore che non smette di farsi sentire, anche quando tutto suggerirebbe di fermarsi.
Essere vivi
Per questo, amici miei, vi auguro di essere inquieti e di saper abitare questa inquietudine con gioia. Di restare pronti a partire, pronti a rispondere a quella forza e a quella bellezza che ci rendono davvero esseri viventi.Come quel pinguino che si allontana, senza sapere con precisione cosa troverà, ma sapendo nel profondo che restare non sarebbe stato vivere.