“Custodi della democrazia”
La Costituzione, le corti e i confini del politico

Incontro di presentazione del libro di Marta Cartabia
Giovedì 12 febbraio 2026 ore 21.00
Auditorium CMC
Largo Corsia dei Servi, 4 – Milano
MM 1 e 4 S. Babila; MM3 Duomo
Intervengono
Mario Calabresi, giornalista e scrittore
Marco Bardazzi, giornalista e scrittore
Marta Cartabia, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale italiano ed europeo all’Università Bocconi di Milano
Presentazione del libro di Marta Cartabia ed. EGEA
Democrazie alla prova o in regressione, un tema attuale che ha un epicentro nel ruolo delle corti costituzionali e nelle istituzioni rappresentative. La separazione dei poteri sotto attacco e che può minacciare la loro indipendenza.
Le democrazie sono oggi in fase di regressione in molti paesi del mondo. Istituzioni democratiche un tempo solide e principi dati per acquisiti, come la separazione dei poteri, vengono messi sotto pressione, mentre le corti costituzionali – loro «custodi» – si trovano al centro di attacchi che ne minacciano l’indipendenza. Eppure, sono proprio queste corti, nate dalla reazione ai totalitarismi del Novecento, che possono offrire un contributo significativo per preservare i vulnerabili principi democratici.
Il cuore della vita democratica resta nelle istituzioni rappresentative. Ma dalla prima sentenza della Corte italiana – che liberò la parola dalla censura fascista – alle odierne sfide della disinformazione digitale, emerge con chiarezza che le corti costituzionali svolgono un ruolo essenziale nella costruzione di una democrazia matura, vigilando anzitutto sui limiti al potere affinché essa non si trasformi in una «tirannia della maggioranza», secondo la celebre espressione di Tocqueville.
In questo quadro, Marta Cartabia rilancia la proposta di un «costituzionalismo collaborativo» che, superando le sterili contrapposizioni tra volontà popolare e garanzie costituzionali, tra democrazia e costituzionalismo, tra governi e corti, possa tracciare la via per ricomporre conflitti che rischiano di lacerare il tessuto democratico.
È un appello alla collaborazione tra istituzioni diverse ma complementari, ciascuna nel proprio ruolo e con le proprie specifiche funzioni, ma tutte impegnate a orientare la vita sociale ai principi costituzionali. Ed è insieme un invito alla consapevolezza civica rivolto a tutti i cittadini, e non solo agli esperti, per ricordare che la libertà e i diritti non sono conquiste definitive, ma beni fragili, da custodire e praticare insieme, ogni giorno.
Milano, gennaio 2026, dalla quarta di copertina
Marta Cartabia già giudice costituzionale e prima donna Presidente della Corte costituzionale italiana, oltre che Ministro della giustizia nel governo Draghi, è professoressa ordinaria di Diritto costituzionale italiano ed europeo all’Università Bocconi di Milano
“Custodi della democrazia – La Costituzione, le corti e i confini del politico” di Marta Cartabia
Egea, 2026 – pp. 168 – € 17,50 – Nelle librerie italiane dal 22 gennaio
http://www.egeaeditore.it/ita/
MARKETING&COMUNICAZIONE EGEA
Francesca Ziller – Tel: 02 5836 2032 – E-mail: francesca.ziller@unibocconi.it
Andrea Ravizza – Tel. 02 5836 5752 – E-mail: andrea.ravizza@unibocconi.it
Le democrazie sono oggi in fase di regressione in molti paesi del mondo. Istituzioni democratiche un tempo solide e principi dati per acquisiti, come la separazione dei poteri, vengono messi sotto pressione, mentre le corti costituzionali – loro «custodi» – si trovano al centro di attacchi che ne minacciano l’indipendenza. Eppure, sono proprio queste corti, nate dalla reazione ai totalitarismi del Novecento, che possono offrire un contributo significativo per preservare i vulnerabili principi democratici.
Il cuore della vita democratica resta nelle istituzioni rappresentative. Ma dalla prima sentenza della Corte italiana – che liberò la parola dalla censura fascista – alle odierne sfide della disinformazione digitale, emerge con chiarezza che le corti costituzionali svolgono un ruolo essenziale nella costruzione di una democrazia matura, vigilando anzitutto sui limiti al potere affinché essa non si trasformi in una «tirannia della maggioranza», secondo la celebre espressione di Tocqueville.
In questo quadro, Marta Cartabia rilancia la proposta di un «costituzionalismo collaborativo» che, superando le sterili contrapposizioni tra volontà popolare e garanzie costituzionali, tra democrazia e costituzionalismo, tra governi e corti, possa tracciare la via per ricomporre conflitti che rischiano di lacerare il tessuto democratico.
È un appello alla collaborazione tra istituzioni diverse ma complementari, ciascuna nel proprio ruolo e con le proprie specifiche funzioni, ma tutte impegnate a orientare la vita sociale ai principi costituzionali. Ed è insieme un invito alla consapevolezza civica rivolto a tutti i cittadini, e non solo agli esperti, per ricordare che la libertà e i diritti non sono conquiste definitive, ma beni fragili, da custodire e praticare insieme, ogni giorno.
