Dalla parte dell’umano
Protagonisti delle neuroscienze, della filosofia e della psichiatria

novembre ‘25/marzo ‘26
Progetto a cura di Elisa Buzzi, Cesare Cornaggia,
Flora Crescini, Camillo Fornasieri, Onorato Grassi
IL PRIMO EVENTO DEL CICLO
Giovedì 27 Novembre 2025
ore 21.00
Miguel Benasayag
Esistere nell’era tecnologica.
Singolarità, umano, artificiale
Auditorium CMC Largo Corsia dei Servi, 4 – Milano

Le utopie politiche, tecnologiche, ecologiste contemporanee, pur diverse tra loro, hanno un punto in comune: la svalutazione e persino il disprezzo per ciò che è umano.
Eliminare gli errori e i difetti umani in una migliore organizzazione tecnologica, economica e sociale è l’obiettivo che, da molte parti, sembra si voglia raggiungere affinché la società funzioni meglio.
Convinzioni e idee da anni presenti nella nostra cultura sembrano arrivate a un punto cruciale: l’essere umano, una sorta di “macchina” vivente, può essere sostituito, messo da parte, addirittura osteggiato, per poter “andare avanti” e migliorare le cose, a partire dalla abolizione delle differenze e del conflitto.
Ciò che un tempo gli esseri umani facevano sembra che ora si possa realizzare con maggior efficienza ed efficacia, perché affidato e svolto dalle nuove tecnologie.
Per il potere, infatti, gli individui contano finché sono produttori o consumatori, tanto che la violenza delle guerre rende la morte di decine di migliaia di uomini, donne e bambini un evento ritenuto inevitabile, al quale occorre rassegnarsi e addirittura abituarsi.
Che ne è, in questo contesto, dell’irriducibilità dell’essere umano “vivente”?
Nelle scienze, nella pratica medica e psichiatrica, in filosofia come nella letteratura la domanda sorge con una evidenza sempre crescente.
Che cosa può dirsi umano? Che cosa caratterizza l’”umano”? Che cosa rende l’uomo oggi “umano”?
A queste domande se ne potrebbero aggiungere altre: che cosa permette all’umano di affermarsi, di “fiorire”? Che cosa “educa” ad essere “umani”? Come tutto ciò è una prospettiva migliore di quelle oggi od un tempo prevalenti? Ed infine perché conviene, anche dal punto di vista economico, sociale, civile, preferirlo?


IL CICLO DI INCONTRI CONTINUA
23 Febbraio 2026 ore 21.00
Thomas Fuchs
La fioritura dell’umano. La realtà della incarnazione

17 marzo 2026 ore 21.00
Derrick de Kerckhove
“Datacy” e perdita del senso.
Comunicare e condividere l’umano
