Dalla parte dell’umano
Un umanesimo dell’incarnazione nell’era digitale

Ciclo “Dalla parte dell’umano”
Dialoghi con protagonisti
delle neuroscienze, della filosofia e della psichiatria
novembre ‘25/marzo ‘26
Progetto a cura di Elisa Buzzi, Cesare Cornaggia, Flora Crescini, Camillo Fornasieri, Onorato Grassi, Enzo Manes
Un umanesimo dell’incarnazione nell’era digitale
La fioritura dell’umano
Lunedì 23 febbraio 2026 ore 21.00
Auditorium CMC Largo Corsia dei Servi, 4 – Milano
Interviene (in presenza) Thomas Fuchs
coordina Giovanni Stanghellini
Thomas Fuchs, filosofo e psichiatra tedesco, docente nella prestigiosa cattedra Karl Jaspers in Fondamenti filosofici della Psichiatria e Psicoterapia, Università di Heidelberg. Presidente della Società tedesca di Antropologia fenomenologica, Psichiatria e Psicoterapia.
A partire dalla sua visione fenomenologica, ritiene che nel mondo occidentale l’uomo stia vivendo una profonda crisi di identità, ritenendosi onnipotente con la tecnologia e rischiando di ridursi a dipendere totalmente da essa, dimenticando la propria natura, che lui ritiene “incarnata”, cioè che vive di corpo, di relazione e di inter-corporeità. Presso Feltrinelli “Che ne sarà dell’essere umano” e “Ecologia del cervello” presso Astrolabio.
Le utopie politiche, tecnologiche, ecologiste contemporanee, pur diverse tra loro, hanno un punto in comune: la svalutazione e persino il disprezzo per ciò che è umano.
Eliminare gli errori e i difetti umani in una migliore organizzazione tecnologica, economica e sociale è l’obiettivo che, da molte parti, sembra si voglia raggiungere affinché la società funzioni meglio.
Convinzioni e idee da anni presenti nella nostra cultura sembrano arrivate a un punto cruciale: l’essere umano, una sorta di “macchina” vivente, può essere sostituito, messo da parte, addirittura osteggiato, per poter “andare avanti” e migliorare le cose, a partire dalla abolizione delle differenze e del conflitto.
Ciò che un tempo gli esseri umani facevano sembra che ora si possa realizzare con maggior efficienza ed efficacia, perché affidato e svolto dalle nuove tecnologie.
Per il potere, infatti, gli individui contano finché sono produttori o consumatori, tanto che la violenza delle guerre rende la morte di decine di migliaia di uomini, donne e bambini un evento ritenuto inevitabile, al quale occorre rassegnarsi e addirittura abituarsi.
Che ne è, in questo contesto, dell’irriducibilità dell’essere umano “vivente”?
Nelle scienze, nella pratica medica e psichiatrica, in filosofia come nella letteratura la domanda sorge con una evidenza sempre crescente.
Che cosa può dirsi umano? Che cosa caratterizza l’”umano”? Che cosa rende l’uomo oggi “umano”?
A queste domande se ne potrebbero aggiungere altre: che cosa permette all’umano di affermarsi, di “fiorire”? Che cosa “educa” ad essere “umani”? Come tutto ciò è una prospettiva migliore di quelle oggi od un tempo prevalenti? Ed infine perché conviene, anche dal punto di vista economico, sociale, civile, preferirlo?
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IL CICLO DI INCONTRI CONTINUA
17 marzo 2026 ore 21.00
Derrick de Kerckhove
“Datacy” e perdita del senso.
Comunicare e condividere l’umano

GLI INCONTRI PASSATI
27 novembre 2025 ore 21.00
Miguel Benasayag
Esistere nell’era tecnologica.
La singolarità dell’essere umano
