Disintermediare stanca
Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo

Presentazione del libro di Francesco Seghezzi

Lunedì 02 marzo 2026, ore 18.15

Auditorium CMC
Largo Corsia dei Servi 4 – Milano

intervengono
Giulia Favero, Responsabile Settore Gruppi e Cultura Confcommercio
Lorenzo Ornaghi, Presidente dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
Francesco Seghezzi, Presidente di ADAPT
Daniel Zanda, Segretario generale Felsa Cisl 

La disintermediazione mette in crisi i corpi intermedi, soprattutto i sindacati, sempre meno reformandi o il populismo sta consolidando la corta visione dell’anti-pluralismo? Ma chi e quale cultura risponderà alle grandi e profonde trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali?
Il volume offre una lettura critica e comparata delle tensioni contemporanee tra populismo, disintermediazione e futuro della democrazia economica. Attraverso cinque casi studio (Austria, Francia, Italia, Polonia e Spagna), il libro ricostruisce diverse traiettorie di interazione tra populismo, sindacato e modelli nazionali di democrazia economica, mostrando come alcune forze populiste abbiano messo in discussione strumenti e istituzioni della partecipazione economica, mentre altre abbiano parzialmente incorporato istanze sociali tradizionalmente sostenute dagli attori collettivi.

Evento passato

Negli ultimi decenni l’ascesa di movimenti populisti accomunati da una visione anti-pluralista e da una forte spinta alla disintermediazione ha messo sotto pressione i corpi intermedi, soprattutto i sindacati, accusati di essere parte di un sistema elitario e distante dal popolo. Tale dinamica si intreccia con trasformazioni economiche e sociali profonde come la crisi della globalizzazione, l’individualismo crescente, nuove e maggiori disuguaglianze e insicurezze sociali e lavorative, processi tecnologici che ridefiniscono potere e vulnerabilità dei lavoratori.
Il volume esplora come il populismo, in diversi contesti nazionali, abbia capitalizzato la sfiducia verso le istituzioni collettive e come, al tempo stesso, il declino della democrazia economica – in termini di partecipazione, rappresentanza e capacità contrattuale – abbia contribuito a rendere più fragile la democrazia liberale. Al centro dell’analisi vi è il ruolo del sindacato: attore storicamente cruciale per l’inclusione democratica, oggi attraversato da trasformazioni interne, da un rapporto più difficile con lavoratori dai bisogni sempre più frammentati e da una crescente competizione narrativa con le forze populiste.
Attraverso cinque casi studio (Austria, Francia, Italia, Polonia e Spagna), il libro ricostruisce diverse traiettorie di interazione tra populismo, sindacato e modelli nazionali di democrazia economica, mostrando come alcune forze populiste abbiano messo in discussione strumenti e istituzioni della partecipazione economica, mentre altre abbiano parzialmente incorporato istanze sociali tradizionalmente sostenute dagli attori collettivi. Ne emerge un quadro complesso, in cui la crisi della rappresentanza non riguarda solo la sfera politica, ma investe direttamente i luoghi del lavoro e la capacità delle organizzazioni collettive di agire come infrastrutture democratiche. Il volume offre così una lettura critica e comparata delle tensioni contemporanee tra populismo, disintermediazione e futuro della democrazia economica.

 

Francesco Seghezzi

Presidente di ADAPT e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha svolto un percorso di dottorato presso l’Università degli Studi di Bergamo ed è stato Visiting Fellow alla Industrial and Labour Relation School della Cornell University e Visiting Fellow presso la University of Chicago.