Gianfranco Moraci. Musica disegnata



L’esposizione “Musica disegnata” si sviluppa come un percorso immersivo in cui il segno grafico dialoga con la scrittura, dando vita a un racconto articolato e coinvolgente. Accanto alle opere visive, trovano spazio concept, narrazioni, appunti e testi che hanno accompagnato la nascita dei lavori o ne hanno amplificato il significato, offrendo al pubblico una chiave di lettura più intima e completa del processo creativo. La mostra diventa così non solo uno spazio espositivo, ma anche un luogo di incontro e riflessione sulle dinamiche della creatività contemporanea.

Inaugurazione 21 aprile 2026, ore 18:30

Dal 22 al 26 aprile 2026 in sala espositiva del CMC
Largo Corsia dei Servi, 4 Milano

Ingresso libero

Gianfranco Moraci, Musica disegnata
La musica quando diventa segno. Note disegnate, memoria visiva e le illustrazioni di Gianfranco Moraci.

Come si disegna la musica, cioè qualcosa che per definizione non si può vedere?
Gianfranco Moraci risponde senza troppi giri: la si cattura mentre passa. E la si inchioda sulla carta. I suoi disegni non illustrano canzoni e non fanno da accompagnamento: sono la musica mentre succede. Un assolo che diventa linea, una voce che si piega in figura, un ricordo che prende forma senza chiedere il permesso.
In queste tavole non ci sono ritratti, ma “effetti collaterali” dell’ascolto: cantanti storti, trombettisti elastici, danzatori un po’ fuori asse—come se il ritmo li avesse spostati di qualche millimetro dal mondo reale. È un universo notturno, a metà tra jazz club e cameretta con stereo acceso, dove può comparire l’eco di Miles Davis o l’eleganza sbilenca di Frank Sinatra, ma sempre filtrati dalla memoria, mai dalla fotografia.
La linea è nervosa, imperfetta, viva. Non cerca di essere bella: cerca di arrivare prima. E spesso ci riesce. Anche le parole, quando compaiono, non spiegano nulla—fanno rumore, tengono il tempo, entrano nel disegno come farebbe una voce in una canzone.
Ogni immagine funziona così: non ti dice cosa stai vedendo, ti fa ricordare cosa hai ascoltato. E magari anche dove eri, con chi, e perché quella canzone non ti ha più lasciato in pace. Il punto è semplice: per Moraci la musica non è solo suono, è memoria. E la memoria, si sa, non è mai precisa—è storta, selettiva, a volte pure un po’ teatrale. Esattamente come i suoi disegni.
Guardandoli, viene il sospetto che abbia inventato un piccolo genere: la musica disegnata. Uno spazio in cui le note non si ascoltano, ma si guardano.
E alla fine ti resta addosso una sensazione curiosa:
la musica non passa solo dalle orecchie.
Ogni tanto devia.
Finisce nelle mani.
E lì, se trova qualcuno come Moraci, decide di restare.

Le dieci opere astratte, dense di materia e colore di Gianna Dell’Acqua, sono realizzate in collaborazione con Gianfranco Moraci che ha dato un linguaggio scritto all’espressionismo astratto. Si muovono sul piano delle emozioni primarie, affidandosi a cromatismi vibranti e forme stratificate. Il progetto prende corpo dall’idea di Gianna Dell’Acqua di confrontarsi con i materiali grafici di Moraci, interpretandoli in chiave espressiva. Ne nasce un dialogo tra immagini e segni, dove la parola illustrata non è solo didascalia ma elemento strutturale dell’opera. La musica – che resta il punto di partenza comune – viene evocata nei suoi aspetti tattili, visivi e narrativi.

Orari visite:
Lunedì-Domenica ore 13:00-19:00