Impact report: Settembre 2025-Giugno 2026

Nel corso dell’anno culturale 2025–2026, il Centro Culturale di Milano ha promosso un articolato programma di incontri, dibattiti, mostre, percorsi tematici e iniziative artistiche dedicati alle grandi questioni che attraversano la società contemporanea: educazione, pace, lavoro, tecnologia, fede, libertà, convivenza civile, migrazioni e identità europea.

L’obiettivo che ha guidato l’intera programmazione è stato quello di offrire alla città uno spazio stabile di confronto e approfondimento, capace di mettere in dialogo esperienze, sensibilità e competenze diverse. Attraverso il coinvolgimento di filosofi, docenti universitari, giornalisti, imprenditori, artisti, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti della vita culturale italiana e internazionale, il Centro ha favorito un confronto aperto e non ideologico, accessibile a un pubblico ampio e trasversale.

Tra settembre 2025 e giugno 2026 il Centro ha consolidato il proprio ruolo di luogo di incontro tra mondi culturali differenti, promuovendo occasioni di riflessione in cui la cultura si è proposta come strumento di lettura della realtà e di costruzione del bene comune.

Accanto agli incontri pubblici, particolare rilievo hanno assunto le attività espositive. Tra queste si distingue la mostra dedicata a Walter Rosenblum, uno dei maggiori fotografi documentaristi del Novecento. Attraverso una selezione significativa delle sue opere, il pubblico ha potuto entrare in contatto con uno sguardo capace di coniugare valore storico, attenzione sociale e profonda sensibilità umana. Le sue immagini, che spaziano dalla documentazione della Seconda guerra mondiale alla rappresentazione della vita quotidiana delle comunità più fragili, hanno offerto un’importante occasione di riflessione sul rapporto tra memoria, dignità e responsabilità civile.

Walter Rosenblum

Tra i percorsi di approfondimento più significativi dell’anno si colloca il ciclo “Dalla parte dell’umano”, dedicato alle trasformazioni culturali, scientifiche e tecnologiche che stanno ridefinendo la condizione umana. Attraverso il contributo di Thomas Fuchs, Miguel Benasayag e Derrick De Kerckhove, il pubblico è stato invitato a interrogarsi sul significato dell’esperienza umana nell’epoca delle neuroscienze, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.
Pur provenendo da tradizioni di pensiero differenti, i tre relatori hanno condiviso una comune attenzione alla centralità della persona, offrendo strumenti critici per comprendere le opportunità e le sfide poste dai cambiamenti in corso.

Thomas Fuchs
Miguel Benasayag
Derrick De Kerckhove

La riflessione sulla persona e sulle relazioni è proseguita con il ciclo “L’Amicizia. Tre testimonianze e racconti”, che ha esplorato il significato dell’amicizia come esperienza essenziale dell’esistenza.
I tre appuntamenti hanno affrontato il tema da prospettive differenti: il confronto tra Mario Calabresi e Silvano Petrosino sul rischio e sulla possibilità dell’amicizia nella vita contemporanea; il dialogo tra S.E. Mons. Giovanni Paccosi ed Eraldo Affinati sul valore dei legami che durano nel tempo e sul rapporto tra fede e relazioni umane; infine l’incontro con Mauro Lepori e Onorato Grassi dedicato alla figura di Aelredo di Rievaulx, autore di una delle più profonde riflessioni occidentali sull’amicizia.

Mario Calabresi
Silvano Petrosino
Mons. Giovanni Paccosi
Eraldo Affinati
Mauro Lepori
Onorato Grassi

Lo stesso interrogativo sul significato dell’esperienza umana ha attraversato il ciclo “La poesia e il senso religioso. Tra Occidente ed est Europa”, ideato e condotto da Gianfranco Lauretano.
Attraverso la lettura e il commento di alcuni tra i più importanti autori della tradizione poetica moderna, Giancarlo Pontiggia, Emily Dickinson, Wisława Szymborska e Osip Mandel’štam, il percorso ha mostrato come la poesia continui a rappresentare uno dei luoghi privilegiati in cui l’uomo esprime la propria ricerca di verità, di bellezza e di senso. Un itinerario culturale che ha attraversato lingue, epoche e tradizioni diverse, mettendo in luce la capacità della parola poetica di interrogare le domande fondamentali dell’esistenza.

La relazione tra esperienza estetica e dimensione spirituale è stata al centro del ciclo “Gaudí, Laudator Dei. Conversazioni sull’uomo, l’artista, il suo tempo”, promosso in occasione del centenario della morte del grande architetto catalano.
Attraverso il contributo di studiosi, artisti e specialisti, tra cui Chiara Curti, Andrea Mastrovito, Maria Antonietta Crippa, Tate Cabré e Francesca Da Prà, il percorso ha approfondito la figura di Antoni Gaudí come esempio di una creatività capace di unire innovazione artistica, ricerca della bellezza e profonda ispirazione religiosa. Gli incontri hanno permesso di riscoprire l’attualità della sua opera e il valore culturale di una concezione dell’arte intesa come dialogo tra uomo, natura e trascendenza.

Antoni Gaudì

Tra gli appuntamenti di maggiore partecipazione si segnala l’incontro dedicato alla prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, che ha richiamato l’attenzione di studiosi, operatori culturali e cittadini interessati alle implicazioni etiche delle trasformazioni tecnologiche contemporanee.
Il documento affronta temi centrali per il presente e il futuro delle nostre società: la tutela della dignità della persona nell’epoca dell’intelligenza artificiale, il rapporto tra innovazione e bene comune, la giustizia sociale, il lavoro e la costruzione della pace. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto pubblico sul ruolo che la cultura e la responsabilità etica possono svolgere nell’orientare il cambiamento.

Accanto alle attività di approfondimento culturale, il Centro ha proposto anche esperienze artistiche capaci di coinvolgere il pubblico attraverso linguaggi differenti. In questa prospettiva si colloca lo spettacolo teatrale Father & Freud, con Glauco Maria Genga e Giovanni Spadaro.
Attraverso un dialogo immaginario tra Sigmund Freud e il suo allievo e biografo Ernest Jones, lo spettacolo ha accompagnato gli spettatori alla scoperta di aspetti meno conosciuti della vita e del pensiero del fondatore della psicoanalisi. Il racconto del viaggio ad Atene e la riflessione sul tema del padre hanno offerto l’occasione per avvicinare un pubblico ampio a una delle figure più influenti del pensiero contemporaneo, coniugando rigore storico, divulgazione culturale e coinvolgimento emotivo.

Nel loro insieme, le attività promosse durante l’anno hanno confermato la missione del Centro Culturale di Milano: creare luoghi di incontro in cui la cultura diventa esperienza condivisa, occasione di dialogo e strumento per comprendere più profondamente la realtà e le sfide del nostro tempo.

Accanto al programma di incontri e approfondimenti culturali, il Centro Culturale di Milano ha continuato a investire con decisione nell’ambito formativo e nella costruzione di una comunità attiva e partecipata, in cui la cultura si traduce in esperienza condivisa e occasione di crescita.

In collaborazione con la Scuola di Scrittura Flannery O’Connor, il Centro ha proposto percorsi di scrittura creativa articolati in corsi base e intermedi, rivolti sia ad adulti che a giovani partecipanti. Attraverso un approccio laboratoriale, i corsi hanno favorito lo sviluppo delle competenze narrative e dell’espressione personale, culminando nella produzione di elaborati originali che hanno restituito la ricchezza dei percorsi individuali.

In questa stessa direzione di valorizzazione delle pratiche espressive, si colloca il lancio della prima edizione del Corso di Fotografia, che ha registrato una partecipazione ampia e un riscontro particolarmente positivo, tanto da portare alla programmazione immediata di una seconda edizione.
Il corso ha proposto un percorso strutturato che ha alternato lezioni teoriche, esercitazioni pratiche, momenti di progettazione e un workshop dedicato alle tecniche di stampa fotografica. Ogni edizione è pensata per affrontare tematiche differenti, stimolando nei partecipanti una ricerca continua sia sul piano espressivo sia su quello progettuale.
A conclusione del percorso è stato inoltre promosso un concorso fotografico che ha rappresentato un’importante occasione di visibilità per i partecipanti. I tre lavori vincitori sono sati esposti in una mostra presso il Centro Culturale di Milano, contribuendo così ad arricchire la proposta culturale aperta alla cittadinanza e a valorizzare nuovi talenti.

Il Centro Culturale di Milano si conferma anche come luogo di produzione e diffusione culturale attraverso la propria rivista quindicinale “.CON – Pensare al largo”, giunta alla sua 94ª edizione. Uno spazio di approfondimento che accompagna e documenta il lavoro culturale del Centro, offrendo strumenti di lettura e riflessione sul presente.

La vitalità delle attività è resa possibile anche dal contributo fondamentale dei volontari, adulti e giovani universitari, che ogni settimana mettono a disposizione tempo ed energie per sostenere le iniziative del Centro. La loro presenza testimonia il carattere partecipativo dell’esperienza culturale proposta, alimentata da curiosità, interesse e desiderio di apprendimento continuo.

Nel corso degli anni, il Centro ha inoltre accolto studenti impegnati nei percorsi PCTO dei licei. In particolare, quest’anno, in collaborazione con il Liceo Don Gnocchi, è stato realizzato un progetto di ricerca e approfondimento dedicato alla città e alla sua identità urbana, offrendo agli studenti un’occasione concreta di confronto tra studio e realtà.

La continuità e la qualità delle iniziative del Centro sono rese possibili anche dal sostegno dei soci e degli Amici del CMC. Il loro contributo rappresenta una risorsa essenziale per la costruzione di un programma annuale ricco di incontri, conferenze, laboratori ed eventi culturali, capaci di coinvolgere pubblici diversi e di stimolare il dialogo tra generazioni.
Sostenere il Centro Culturale di Milano significa partecipare alla costruzione di uno spazio vivo di cultura, formazione e incontro, aperto alla città e alla sua comunità.

Gli eventi del Centro Culturale di Milano hanno ottenuto un’ampia visibilità sui canali digitali e sulla stampa locale e nazionale grazie all’attività dell’ufficio stampa guidato da Stefano De Angelis. Attraverso una costante opera di promozione presso numerose testate giornalistiche, sono stati valorizzati i diversi incontri in programma e organizzate interviste radiofoniche di rilievo, come quella a Benedetta Centovalli in occasione della presentazione del suo nuovo libro dedicato a Flannery O’ Connor, trasmessa da Radio Popolare.

Molti degli appuntamenti sono stati inoltre trasmessi in streaming e successivamente rilanciati attraverso canali social del Centro, consentendo di ampliare la partecipazione e raggiungere un pubblico ben oltre la capienza della sala.

36 Dirette streaming = Con 17.211 visualizzazioni, “Magnifica humanitas di Leone XIV. Un’enciclica dalla parte dell’umano”, si conferma la diretta più seguita tra quelle trasmesse dal Centro

73 Incontri pubblici tra mostre, presentazioni di libri e conferenze

154 Contenuti social tra storie, post e reel su Instagram, Facebook e Linkedin

97 Articoli online

Abbiamo dialogato con più di 200 personaggi esperti in diversi settori

Oltre 30 enti hanno scelto il Centro come sede per convegni, conferenze e mostre, tra cui Urbanfile, ANCGV e Argis.
Tra le collaborazioni più significative figurano inoltre realtà come Fondazione OASIS, Compagnia delle opere Milano, Associazione Internazionale Centri Culturali, che contribuiscono ad arricchire la rete di partnership e iniziative ospitate dal Centro.