Lunedì 12 ottobre 2015  ore 21.00
sala Sant’Antonio – Via Sant’Antonio, 5 Milano

Incontro dibattito sull’Enciclica di Papa Francesco
con Carlin Petrini, Edward Burtynsky, Vincent Nagle

Coordina
Giorgio Vittadini

Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso…” Questo giudizio con cui si apre la Laudato si’, costituisce la chiave di lettura di tutta l’enciclica. L’accorgersi -e riconoscere fin nella operatività- il cambiamento (conversione del pensiero e dell’agire) che indica l’essere in “relazione con” -con le cose, con se stessi e gli altri- è l’invito che si propone a tutti, per misurarsi con le grandi sfide del nostro tempo e che il Papa sta affrontando con audacia e in continuità con Benedetto XVI.

Il CMC intende cogliere e proporre di confrontarsi oltre le immediate misure ecologiche o applicative con le quali il documento è stato interpretato, guardando che cosa significa misurarsi con qualcosa che “ci precede”.

Hanna Arendt diceva che ogni crisi “costringe a tornare alle domande” ed “esige risposte nuove”, vogliamo approfittare dell’occasione.

L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune?

Le tre relazioni fondamentali, strettamente connesse tra loro, su cui si basa l’esistenza umana sono, dice la “Laudato si’”, “la relazione con Dio, quella col prossimo e quella con la terra” e queste relazioni sono come “rotte” non solo fuori ma dentro di noi: “Noi non siamo Dio, la terra ci precede e cioè ci stata data”..

Il punto da cui partire e guardare la vita sociale, culturale, economica delle metropoli, delle città e del pianeta è “mettere l’essere umano al suo posto e mettere fine alla sua pretesa di essere dominatore assoluto della terra” che impone una ragione come misura, calcolo e potere e far entrare nel bunker nel quale siamo chiusi “la luce del mondo vasto di Dio” (Benedetto VXI). Occorre tornare a proporre “la figura di un Padre creatore e unico padrone del mondo, perché altrimenti l’essere umano tenderà sempre a voler imporre alla realtà le proprie leggi e i propri interessi.

Questo costante richiamo all’essenziale è il terreno sul quale si confrontano Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, prefatore dell’Enciclica, uno dei più grandi fotografi contemporanei, Edward Burtynsky la cui mostra Acquashock è esposta a Palazzo della Ragione di Milano, Vincent Nagle, californiano, sacerdote della Fraternità San Carlo Borromeo in diversi paesi del mondo.

 

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