Papa Leone XIV: è sempre una questione d’interesse

La città come luogo, come ambiente, come condizione umana. La città è per il popolo che la abita. È per il popolo motivato al bene comune. Perché i cittadini sono sempre concittadini. Città “Ambiente di popolo per il popolo». E dunque, la domanda a cui la persona in relazione è chiamata a rispondere è decisiva: nella mia vita cosa mi interessa? A proposito del discorso del Santo Padre a Pavia, durante la sua visita pastorale


03 luglio 2026
Editoriale

l’Arca di Sant Agostino nelal Chiesa di San Pieto in Ciel d’oro a Pavia

Papa Leone XIV, nella sua visita apostolica a Pavia, ha provocato la persona a vivere intensamente il reale in qualunque situazione si trovi, anche la più complessa, anche la più difficile da affrontare. In gioco, come sempre, il richiamo al senso di responsabilità, la molla ragionevole per stare mani e piedi dentro la realtà. Affascinanti perché provocanti, le sue parole.
In un tempo dove le relazioni faticano a prendere corpo, è fondamentale ripartire dalla centralità dell’umano. Ecco come il Santo Padre ha reso feconda la questione: «Il nome “città”, dal latino civitas, indica, oltre che un luogo, una condizione umana: la città è una per tutti, è singolare e plurale. Il popolo che la abita vi costituisce una società, cioè un organismo che dev’essere ben ordinato nelle sue relazioni e nelle sue leggi. Essere sociali significa essere solidali, comportandosi da autentici soci: motivati dal bene comune e non da interessi di parte.
I cittadini sono sempre concittadini! Difatti, si chiama appunto “Comune”, l’ente democratico che si prende cura della città, promuovendo il benessere di quanti vi abitano».

Città – @Gabriele Basilico

Far lievitare il bene comune

L’immagine di città come luogo pulsante, come ambiente costruttivo proprio perché vi è un popolo che l’anima, sorretto da un’ideale aperto al Mistero come Fatto coinvolto nella storia, che ha cuore il ben essere della persona, il significato profondo del prendersi cura, di sé e dell’altro da sé. Un popolo motivato a far lievitare il bene comune. Questo fa di uno spazio fisico un’ambiente sorgivo. Creativo.
Laddove l’interesse è sempre quello di tutti e mai di una parte sola. Dire così, nell’epoca maldestra in cui viviamo permeata dall’ossessiva pratica della logica amico – nemico, della polarizzazione come criterio ordinario, è un bello scatto in avanti, un corso di recupero per rimettere in gioco quel che oggi, i cultori del dominio e del controllo e dunque dell’oscuramento dell’io relazionale e della convivenza generativa di positività, vorrebbero che fosse definitivamente messo fuori dal gioco: la liberta della persona.

Città – Porto @Gabriele Basilico 1995

Cos’è la buona cittadinanza

Siamo al largo, perciò. Ma questa condizione la subiamo o che cosa? Il papa ha saggiamente proseguito incalzandoci, stando però al largo insieme a ciascuno di noi: «Poiché dunque il popolo è responsabile dello spazio pubblico, davanti alle sfide attuali chiediamoci che cosa fortifica e che cosa erode le nostre case: domandiamoci che cosa rende stabile e che cosa ferisce la nostra società. Altrimenti, ciò che è di tutti rischia di diventare di nessuno: quando l’indifferenza sembra disgregare la nostra comunità, occorre rinnovare l’attiva partecipazione di tutti alla vita cittadina. Dinanzi a forme di degrado e di analfabetismo civico, siamo chiamati a condividere linguaggi di dedizione e di servizio, che custodiscono piazze, parchi, strade come luoghi di incontro per eccellenza. Questa buona cittadinanza sa coltivare la concordia attraverso il dialogo e l’incontro costruttivo tra le persone e le culture che animano Pavia». Pavia, come qualsiasi luogo che può farsi ambiente. Ambiente di popolo per il popolo».

Papa Leone XIV visita a Pavia 20 giugno 2026 – La piazza antistante il Duomo @Vatican Insider

Vicenda molto interessante

Ma c’è ancora un passaggio del discorso di Prevost, dirimente, quasi un colpo di teatro. Si costruisce bene comune solo se io come persona dimostro di aver interesse per il luogo in cui vivo. L’’aver interesse è il punto discriminante, accende la domanda, mette in azione. L’aver interesse indica dove risiede una risposta. L’aver interesse è costitutivo dell’essere al mondo e allo stare nel mondo da soggetti coscienziosi, attivi e collaborativi. Ecco le sue parole:
«Oggi invito ciascuno di voi a ripetere dentro di sé: mi interessa la nostra città! Mi interessa la salute di chi ho accanto, mi interessa la bellezza del luogo in cui abito, mi interessa la qualità della vita negli ambienti in cui lavoro e dove trascorro il tempo libero. Mi interessa questa pianura così fertile, dove ogni campo e ogni fosso porta i segni del lavoro paziente di chi per secoli ha ascoltato il ritmo del creato, sentendosi in armonia con la natura».
È tutt’altro che scontato rispondere alla sollecitazione di papa Leone XIV con un bel sì convinto. Bisogna, infatti, riconoscere che tra i fattori determinanti l’attuale deficit di umanità, è ai primissimi posti lo scadimento dell’interesse autentico e non “interessato” verso la realtà che si vive, solo strumentale. Il che dovrebbe far riflettere. Lo scadimento dell’interesse diventa disinteresse alla verità della propria natura. Si diventa soggetti disarmonici, insensibili a vedere e ad ascoltare. E quindi facilmente manipolabili. Un’umanità disinteressata alla propria assenza di qualità. Abitudine pericolosa.
Nulla è perduto, naturalmente. Magnifica Humanitas è l’enciclica dove, in modo disteso e prezioso, papa Leone XIV racconta perché l’uomo è fatto per aver interesse a tutto. Non in senso lato. Ma nel lato del senso. Interessante, molto interessante…