prova colori nuovi

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A Milano le opere del fotoreporter fra i più grandi di tutti i tempi.

Smith ha abbracciato con passione e originalità i periodi della depressione, della guerra, della ricchezza del dopoguerra e quello della disillusione, lavorando in quattro continenti, amando la realtà e la vita, dai personaggi importanti alla gente comune. Inventore e maestro indiscusso del photo-essays, dove la persona fa la storia e l’atto di vita incontrato diviene universale e simbolico, la fotografia per lui è “una piccola voce” per “farci prendere coscienza di un avvenimento”.

Un fotografo e un uomo necessario al nostro tempo.

Per questo la Mostra inaugura la nuova sede del CMC, nel cuore della città.

Una serie di incontri con fotoreporter e giornalisti -tra cui Mario Calabresi, Massimo Bernardini, Franco Pagetti– sulla funzione dell’immagine e dell’informazione oggi, accompagna l’Esposizione.

“Getto il mio amore dalla finestra e mi chiedo chi lo accoglierà –ho preso tutto con grazia e con destrezza di mano, cullando segretamente tutto ciò che ho ricevuto dagli sconosciuti donatori. Qual’è il motivo di questo fascino?”

Eugene Smith