S. Natale 2025

Da un’idea di Camillo Fornasieri e Pierpaolo Mittica

L’uomo attende. Ad-tendere (latino), mossi a qualcosa, da fare, da aspettare.
Rispetto a quel che l’uomo spera si è sempre al buio. Ma spesso è al buio perché costretto dalla cattiveria dei tempi e degli uomini. In ogni posto del mondo. La comunanza della condizione umana è dunque anche comunanza della condizione della speranza: attendere, guardare.
Ostop e Daria sono nella cantina della loro casa per l’allarme aereo e dei droni sull’Ucraina sottomessa alle armi. La foto è di Pierpaolo Mittica, grande fotografo di Spilinbergo, autore di straordinari reportage su Chernobyl ieri e oggi, il suo maestro e mentore è Walter Rosenblum, il fotografo ebreo americano che coglie e innalza il volto umano nel mondo in crisi del secondo novecento.
L’energia manca -e ci manca- e la luce ti fa divenire bersaglio (non c’era posto a a Betlemme e non c’era luce). Allora poche lucette come quelle dei nostri presepi e alberi sono sul tavolo della cantina, come usano fare tutti, laggiù a Kyiv. E si attende la fine.
Nella stanza delle nostre esistenze appare così, reale e terrestre come la terracotta di Donatello, l’immagine della certezza di quella Donna che schiaccia il suo viso sul suo Figlio perché è più che suo, perché lei è Sua, Lui le è annunciato incredibilmente promettente, Redentore e in quel Natale da lei divenne nostro, esperienza per ciascuno. Dio si fa volto per sempre. Don Luigi Giussani, in un suo discorso, pronuncia quella certezza citando il pensiero di Albert Camus, appuntato nei suoi Taccuini. Grande scrittore algerino-francese, premio Nobel, ateo e umanissimo: sapeva ma non riusciva. Ma sapeva che la commozione è la vera conoscenza, un passo dalla verità.

“(…) quando Dio viene nel mondo, si vede!
Egli dà la parola agli oppressi; Egli vince l’ideologia, che rende sordi alla verità; Egli guarisce dalle apparenze che deformano il corpo.
Siamo chiamati a unire l’attesa del Salvatore all’attenzione per quello che Dio fa nel mondo
Papa Leone XIV

Buon Natale !
Camillo Fornasieri