Santa Pasqua 2026

Pie donne al sepolcro, 1308 – 1311
Duccio Di Boninsegna (1260 ca./ 1318)


L’angelo dei poveri

Ora che invade le oscurate menti
Più aspra pietà del sangue e della terra,
Ora che ci misura ad ogni palpito
Il silenzio di tante ingiuste morti,

Ora si svegli l’angelo del povero
Gentilezza superstite dell’anima …

Col gesto inestinguibile dei secoli
Discenda a capo del suo vecchio popolo …
In mezzo alle ombre …

Giuseppe Ungaretti


Sono stato chiamato, scelto, sono stato fatto nascere, per essere partecipe, attore della Sua presenza

Luigi Giussani

Cristo è risorto! Buona Pasqua !

Le tre Marie (Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salomè – Marco 16, 1) raffigurate sulla sinistra della scena, hanno volti stupiti e increduli, sono intimorite dalla visione dell’angelo vestito di bianco che siede sul sepolcro dove si vede la pietra aperta (Matteo 28, 1-3). Il loro spavento viene suggerito dall’indietreggiare dei corpi e dal loro stringersi nei manti, tanto che due di loro alzano la mano in segno di pace. Ma la scena viene dominata dalla figura di questi splendido angelo che con la sua veste abbagliante indica il sudario di Cristo appoggiato su un lato del sepolcro. In secondo piano rocce tinte di rosa si stagliano sul fondo oro ad indicare l’alba di un nuovo giorno. Le donne hanno con loro contenitori dove si trovano gli oli profumati. (Marco 16, 1-2; Luca 24, 1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Maestà di Duccio di Buoninsegna fu eseguita per l’altare maggiore del Duomo di Siena tra il 1308 e il 1311. La grande pala d’altare era dipinta su due facce e dotata di predella e coronamento e sormontata da cuspidi dipinte con angeli a mezzo busto. La grande tavola venne portata in Duomo con una processione che coinvolse tutta la città. Nella sua collocazione originaria la Maestà era visibile da ogni lato. Sul fronte anteriore era raffigurata la Madonna in trono con il Bambino attorniata da santi e angeli, su quello posteriore si trovavano raffigurate in 26 scene le storie della Passione di Cristo. La fonte per le scene della Passione si fonda sulla lettura dei Vangeli canonici, a parte un’unica scena, quella della Discesa al Limbo, dove la fonte testuale è da identificarsi nel Vangelo apocrifo di Nicodemo. Nella predella anteriore, di cui oggi rimangono nel Museo dell’Opera cinque scene, è presentata l’infanzia di Gesù, in quella posteriore, composta solo da due scene, storie della vita pubblica di Cristo. Per quanto riguarda i coronamenti rimangono, ridimensionati rispetto alle misure originali, sei pannelli nella parte anteriore e sei nella posteriore. Il coronamento anteriore, ispirato alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, presenta le storie della morte e dei funerali della Vergine; quello posteriore illustra invece storie di Cristo