VianDante 6


Sabato 18 settembre 2021  ore 21:00
Quadriportico della Basilica di S. Ambrogio, in Piazza S. Ambrogio 15, Milano.

con Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano
legge Sandro Lombardi
con la partecipazione straordinaria dell’Orchestra Notturna Clandestina

INGRESSO GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

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https://www.eventbrite.it/e/biglietti-mototeatro-viandante-6-160587955899

La rassegna è organizzata in collaborazione con il DesiDera Teatro Oscar, per rendere omaggio al poeta fiorentino nei 700 anni dalla sua morte.
Tema del sesto incontro sarà il Canto XVI del purgatorio, dedicato alla figura di Marco Lombardo, cui Dante domanda le ragioni della corruzione del mondo.
Mons Mario Delpini (Gallarate 1951) è dal 2017 l’Arcivescovo metropolita di Milano.
Sandro Lombardi, casentinese di origine e fiorentino per destino, è tra i maggiori attori della scena italiana. Ha fondato insieme con Federico Tiezzi la Compagnia Lombardi-Tiezzi, ex-Magazzini Criminali. Sua l’interpretazione indimenticabile di alcuni testi di Giovanni Testori, tra cui i Tre lai.
L’Orchestra Notturna Clandestina è un gruppo sinfonico diretto dal M° Enrico Melozzi e composto da straordinari solisti di diverse nazionalità, tutti accomunati dal sogno di riportare la musica classica al grande successo popolare, liberandola dagli orpelli delle accademie.


Il MotoTeatro Oscar DeSidera insieme al Centro Culturale di Milano fa tappa nella meravigliosa cornice del
Quadriportico di Sant’Ambrogio con un ciclo speciale di letture dantesche.

A condurre le sei serate altrettanti testimoni d’eccezione: sei esperti, non tanto (o soltanto) in qualità di critici o letterati danteschi, ma piuttosto per la pertinenza di Dante con la loro opera, il loro lavoro, la loro vita. 

Con Dante, da settecento anni incontriamo il mistero della poesia.
La poesia non è soltanto gloria de la lingua, ossia l’uso sublime dello strumento linguistico. La poesia è, in qualche modo, la radiografia dell’uomo davanti all’infinito. Il moto suo incessante non può perciò essere solo oggetto di godimento estetico, o di esame filologico. Non si può ridurre l’oceano a una pozzanghera. Le scelte tematiche e linguistiche di Dante lo conducono a dare forma e senso non solo a un pensiero, non solo a un sogno, ma a quell’inarrestabile movimento del pensiero di cui parlano gli antichi filosofi, a cominciare da Parmenide ed Eraclito: quella strana materia – il logos – che non è solo materia perché è, a un tempo, tutto ciò che esiste e la parola che lo dice, la realtà più concreta il pensiero che la pensa: ciò che, come diceva Eraclito, agli uomini sfugge quando sono svegli, e di cui non si ricordano dopo aver sognato. Noi siamo la mappa dell’universo, l’uomo è un animale come gli altri, ma è un animale cui è stata consegnata questa mappa. Poesia, genoma, astrofisica, neurolinguistica, teologia – fa differenza?
L’eredità di Dante è anche questa visione antica e sempre inedita dell’uomo, comprensibile solo affrontando con coraggio il groviglio della propria umanità. Nella meravigliosa cornice del Quadriportico di S. Ambrogio ne parleremo con due scrittori, un astrofisico, una giornalista, un docente autore di un fortunato commento alla “Commedia” per concludere con l’Arcivescovo della nostra città.
(Luca Doninelli)

 

INGRESSO GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

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