“Il crollo delle evidenze e la nascita di cose nuove.” L’oggi come storia

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“È dalla bellezza che nascono continuamente immagini di possibilità insospettate per riparare le case distrutte e costruirne di nuove”

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La bellezza condivisa

Il nuovo inizio di San Filippo Neri alla Vallicella tra Federico Barocci e Caravaggio
mercoledì 10 maggio, ore 20,45
Auditorium CMC Largo Corsia dei Servi, 4 Milano

interviene
Alessandro Rovetta, docente di Storia della Critica d’Arte nell’Università Cattolica di Milano

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Alla metà del Cinquecento, nel contesto drammatico e incerto che caratterizzava Roma a seguito della riforma luterana (1517) e del saccheggio delle truppe imperiali (1527), fiorì l’esperienza carismatica di San Filippo Neri, improntata sulla comunione fraterna, la carità verso gli ultimi e la sollecitazione estetica al rapporto con Dio. Il programma decorativo per la chiesa di Santa Maria in Vallicella, ideato da San Filippo e attuato dai più grandi artisti del tempo, è ancora oggi esempio di una vita di fede capace di coinvolgere tutto l’umano in un’esperienza che affonda nella carne e rapisce fino al cielo.


Nota editoriale per il Ciclo

“Il crollo delle evidenze e la nascita di cose nuove”

L’oggi come storia

“È dalla bellezza che nascono continuamente immagini di possibilità insospettate per riparare le case distrutte e costruirne di nuove”

Il venir meno di alcune evidenze del vivere comune e individuale che caratterizza questo nostro tempo, –cosa sia la persona, il bene comune, l’amore, il lavoro, la natura, la libertà– si è già più volte verificato nel corso della storia.

Per capire il presente perciò è importante riconoscere delle analogie, senza che la gravità del crollo delle grandi convinzioni si attenui perché ‘tanto è già successo’ o si pensi di acquisire maggior consapevolezza puntellando un edificio oggi in rovina.

Il Presente rappresenta invece l’occasione e la sfida di un lavoro culturale su questi punti problematici che “rappresentano un’occasione per scoprire o riscoprire le grandi convinzioni che possono assicurare la convivenza stessa.”

Potremmo infatti scoprire come quelle evidenze siano risbocciate di nuovo nella storia, dapprima non viste, in modo circoscritto, ma già sulla scena del mondo, costituendo un reale avvenimento, cioè qualcosa di assolutamente nuovo.

Il ciclo di incontri proposto è per “sapere” e per “credere”, avere notizia per vivere.

Per noi contemporanei, infatti, “è in gioco l’evidenza di quei fondamenti, in mancanza dei quali non sarà possibile una convivenza stabile”; perciò tutto oggi va “riscritto, ripensato e perciò vissuto”.

Sarà bello e decisivo conoscere le cose nuove, come sono accadute, ma anche tracciare un metodo e una strada, perché altrimenti non si sfuggirebbe al rischio che tutto non sia un ripetersi di belle fatalità o di ‘corsi e ricorsi’ storici per un trionfo della cosiddetta cultura.

Il presente può –in un certo senso- modificare il passato, dal punto di vista della coscienza che abbiamo di noi stessi (Eliot). E’ la sfida della libertà –e perciò della cultura.

“Un progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale…nell’ambito della consapevolezza etica e della decisione morale non c’è una simile possibilità di addizione per il semplice motivo che la libertà dell’uomo è sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere le sue decisioni.

Non sono mai semplicemente decisioni già prese per noi da altri –in tal caso infatti non saremmo liberi. La libertà presuppone che nelle decisioni fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio”.

Il tesoro morale dell’umanità non è presente come sono presenti gli strumenti che si usano; esso esiste come invito alla libertà e come possibilità per essa (spe salvi)
“L’oggi come storia” è un contributo a stare di fronte ad alcuni momenti e persone che possiamo ‘incontrare’ oggi.

Abbiamo scelto alcuni esempi inconsueti, partendo da quello che alcuni ‘studiano’, da scoperte che stanno cambiando gli stessi ri-cercatori che le racconteranno.

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