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“Ti ho sentito parlare” – Caravaggio e Roberto Longhi
Studio teatrale di voci e luci
Riscrittura drammaturgica da alcuni saggi di Roberto Longhi

di e con Andrea Carabelli

Realizzazione tecnica, immagini e musiche
di Ivano Conti


ore 20,30 Spazio Banterle
Largo Corsia dei Servi 4 – Centro Culturale di Milano

mercoledì 15 novembre
martedì 5 dicembre

mercoledì 13 dicembre
mercoledì 24 gennaio 2018

Intero € 12,00
Ridotto 7,00 per presentando il Biglietto Mostra Dentro Caravaggio e Amici CMC

Acquisto biglietti presso tutti gli sportelli Vivaticket e online www.vivaticket.it
Spazio Banterle orari Spettacoli

E’ possibile la prenotazione scrivendo a
biglietteria@incamminati.it
Ritiro biglietto 30 min. prima dell’inizio

 

La prima serata si è svolta presso la Sala delle Cariatidi  di Palazzo Reale
il 15 ottobre 2017 ore 20.00

Michelangelo Merisi, bambino, a Milano, in Corsia dei Servi, in via Passarella in San Vito al Pasquirolo, dove è nato e giocava. La genesi di quel realismo di Lombardia portato nel cuore a negli occhi tra le stanze, i palazzi e le locande della Città eterna, in un tempo che cambiava.
Il Caravaggio scoperto “dentro” i suoi segreti pittorici con Roberto Longhi che gli è accanto, mentre toglie, con pazienza, via via, i sipari della scena luminosa e buia dove sono in posa i modelli e nascono le opere: “Me pinxit”.
Dalla natura morta, al ciclo di San Matteo in San Luigi, dalla cena di Emmaus alla Maddalena, dalla Madonna dei pellegrini alla decollazione di San Giovanni fino alle Opere di Misericordia) attraverso le parole del grande critico fiorentino.
Se vai a vedere il Caravaggio, qualunque opera del Caravaggio, a un certo punto senti che su quel quadro si sono impresse le parole di Longhi, e solo le sue. Non puoi prescinderne.” (Giovanni Testori)

La scena che si ripercorre è una storia di quel realismo, nato dall’aver voluto come modelli per i suoi dipinti (anche per mancanza di denaro) “la povera gente che fa soggetto di strada, ma non di historia”, che gli permise “un’immersione entro una realtà quotidiana violenta e mimica, disperatamente popolare”.
La voce e i gesti di Roberto Longhi elevano dall’anonimato la pittura del grande lombardo, una “certezza di visione in unità di lume circolante” e un’attenzione “non tanto al rilievo dei corpi quanto alla forma delle ombre che li interrompono”
Longhi estrae Caravaggio dalla storia dell’arte superando il complesso di inferiorità della pittura lombarda nei confronti della grande pittura fiorentina rinascimentale.
La riscrittura drammaturgica messa in scena cerca di sintetizzare i saggi che Longhi scrisse attorno alla grande mostra che allestì a Palazzo Reale a Milano del ’51.
E’ una storia la nostra, che ripercorre il rapporto coi primitivi del Caravaggio, il Lotto, il Savoldo, il Moroni, fino al confronto col grande artista del Settecento Tiepolo che Longhi scrisse in un vero e proprio dialogo teatrale.

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