Papa Leone in Francia: lo stupore dell’incontro con una “Magnifica humanitas”

Quattro giorni del Santo Padre Oltralpe. Densi di contenuti tutti da riprendere. Giornate di straordinaria partecipazione. Tra meraviglia e sorpresa. Qualcosa di grande è successo. Nel cuore dell’Europa. In un Paese dalle forti contraddizioni e dalla sorprendente umanità di tanto suo popolo. Di tantissimi suoi giovani. Una visita pastorale che ha avuto, nelle circostanze e negli interventi, la caratteristica principale di riprendere e rilanciare la sfida umana e culturale della prima enciclica del pontefice. Una sfida per noi, da raccogliere  


2 ottobre 2026
Editoriale

Lourdes, domenica 27 settembre 2026, papa Leone XIV ha detto così: “Nel dialogo dell’Annunciazione, mentre il Signore posa su di Lei il suo sguardo, Maria scopre di essere la prescelta di Dio. Ma, al centro di questo incontro, è ciascuno di noi a scoprire di essere personalmente chiamato e profondamente destinato all’amore di Dio, che è fonte di vita. La persona umana è infatti “degna” per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. La sua dignità non si misura e non si discute”.
E ha proseguito per essere ancora più chiaro nel suo messaggio ancorato al Vangelo: “So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”.

Il punto luce

Siamo partiti da qui perché, come di norma succede, queste parole che toccano il tema del fine vita, non hanno avuto la necessaria eco sui media.
Siamo alle solite: si prende, anche di Prevost, solo ciò che è funzionale a un certo modo di vedere le cose. E in modo particolare, i discorsi dei papi subiscono (ieri, oggi e chissà domani) questo metodo
riduttivo. Non va bene, certo, ma è ingenuo stupirsene.
E a proposito di meraviglia e sorpresa papa Leone sta provocando stupore in questo mondo così accidentato. Evidentemente, però, assetato di verità, di volti umani, di speranza che costruisce. La sua prima enciclica Magnifica humanitas ha proposto un dialogo a tutti invitando ciascuno di noi a ricentrarci con la nostra umanità, a riscoprire l’impegno della responsabilità per collaborare alla costruzione di una civiltà dell’amore. In un mondo in guerra il Santo Padre, riflettendo sulle più evidenti criticità e pericoli a partire dall’impatto sulle nostre vite dell’intelligenza artificiale, ha rilanciato l’importanza di recuperare l’essenziale, di riscoprire il gusto autentico dello stare al mondo, di portare la compagnia di Cristo dentro la Storia come punto luce.

Discorso sull’Europa di Papa Leone a Metz città di Robert Schuman

“La Chiesa ha il dovere di parlare”

Da ultimo, per stare all’attualità, c’è stata la sua visita pastorale in Francia. E lì il punto luce è venuto fuori sorprendendo. Meravigliando.
Lo stupore davanti al cammino che sta proponendo papa Leone a Parigi è divenuto lo stupore di tutti per centinaia e centinaia di migliaia di persone che hanno voluto essere sugli Champs Elysées per fargli sentire affetto, per testimoniare il proprio desiderio di far parte di un cammino di speranza e di convivenza pacifica. Stupore dei più forse perché non a conoscere un fatto che avviene da qualche anno in terra transalpina: i numerosissimi battesimi di persone adulte. Un atto di conversione e appartenenza che stupisce i cuori.
Questo è successo e sta succedendo nella Francia dei lumi, nel Paese delle accese e non di rado violente opposizioni alla Chiesa. Ma anche nel Paese di giganti della Chiesa e di una affettuosa quanto irriducibile devozione a Maria, alla Madonna.
Papa Leone con il suo stile sobrio e cordiale, nelle giornate francesi è andato dritto alle questioni più controverse perché “la Chiesa ha il dovere di parlare”.
Ha descritto, per dire, la diversità tra l’allestire un sistema difensivo e l’avviare una politica di riarmo. Intravedendo il pericolo di uno scivolamento verso la corsa agli armamenti. È andato sul tema della pace dicendo che “favorire la pace è un’opera attiva. Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo ‘sforzi creativi’ per promuovere la pace mondiale, o se stiamo semplicemente cercando di ‘arginare l’emorragia della guerra’ e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire. E sul conflitto russo – ucraino ha auspicato che le parti si siedano allo stesso tavolo perché bisogna interrompere questa “nuova inutile strage”.

Schuman e la vera Europa

A Metz, ultima tappa del viaggio, nel ricordo del politico francese Robert Schuman, uno dei principali padri fondatori dell’Europa con Alcide De Gasperi e il tedesco Konrad Adenauer, Prevost si è pronunciato su cosa debba essere l’Europa per rivitalizzarne le radici: “Il diritto internazionale e il multilateralismo sottolineano l’eguaglianza effettiva degli Stati nelle loro relazioni reciproche e costituiscono il miglior antidoto alla volontà di dominio, che è all’origine di ogni conflitto. Oggi, le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare. Il valore della parola data è disprezzato; ci si vanta piuttosto della menzogna e dell’inganno. L’Europa può porre fine a questa spirale grazie al rispetto per l’altro che ha saputo coltivare e preservare, poiché ha ampiamente dimostrato negli ultimi ottant’anni che è possibile far valere opinioni, rivendicazioni e interessi divergenti, incontrandosi invece di scontrarsi. Schuman ci ricorda che bisogna sempre dimostrare realismo e coraggio: «L’Europa – affermava – non si farà in un colpo solo, né in una costruzione complessiva: si farà attraverso realizzazioni concrete che creano prima di tutto una solidarietà di fatto». Non bisogna mai perdere fiducia nella nostra capacità di progredire, anche se i passi compiuti sono a volte piccoli e quasi impercettibili. La pretesa moderna di ‘avere tutto, subito’ non corrisponde alla storia e alla cultura europee che, al contrario, insegnano il valore del tempo e della pazienza. È con piccoli passi che si può dare vita a questa solidarietà concreta, che implica che nessuno si senta abbandonato o dimenticato”.

Macron e Cardinale Aveline Arcivescovo di Marsiglia e Presidente Conferenza episcopale francese

Provocante e liberante

Insomma, una visita pastorale che ha consegnato al mondo una proposta di vita pienamente umana. Perché non ci si rassegni all’ineluttabilità di un presente e un futuro segnato dalla catastrofe che alimenta paura, diffidenza e chiusura. Una voce, la sua, simpateticamente provocante. Una voce, la sua, genuinamente liberante. Ecco allora che il Centro Culturale di Milano ha allestito per questa stagione un programma che, in modo aperto o sottotraccia, intende ragionare attraverso la molteplicità dei linguaggi e la ricchezza degli ospiti proprio sull’invito del papa a mettere a fuoco il radicale tema della condizione umana. Laddove l’enciclica Magnifica Humanitas è un documento di straordinario e sollecito aiuto. Il cammino è solo agli inizi…