MARIO CARRIERI. IL TEATRO DELLA FOTOGRAFIA
Milano, Italia

MARIO CARRIERI. IL TEATRO DELLA FOTOGRAFIA
Milano, Italia
a cura di Roberto Mutti, ideata da Camillo Fornasieri

75 original print
e una sezione dedicata ai provini, layout, negativi
e ultime Still life dell’autore
Mario Carrieri (Milano 1932 – 2026)

19 novembre 2026 – 19 febbraio 2027
Centro Culturale di Milano – Largo Corsia dei Servi 4 – MM4 e 1 San Babila, MM3 Duomo
Orari: Da martedì a venerdì 10.00 -13.00; 14.30-18.30
Sabato e domenica 15.00 – 19.00
Chiusura: 7, 8 dicembre; dal 24 al 26 e 31 dicembre; 1 e 6 gennaio; 

Ingresso: € 10; ridotto 7 € (studenti, Card Amici CMC, over 65; scolaresche € 5)

Visite Guidate per scuole, classi e altri gruppi – Prenotazioni: Martina Pollastrini segreteria@cmc.milano.it

Info mostra | t. 02 86455162 segreteria@cmc.milano.it | www.centroculturaledimilano.it

Ufficio Stampa De Angelis Press
Stefano De Angelis  345 7190941  stefano@deangelispress.com

Per la prima volta il pubblico può vedere in 75 opere vintage lo straordinario e struggente poema visivo Milano, Italia che fa parte della storia della fotografia mondiale. Un omaggio al fotografo milanese di fama internazionale recentemente scomparso. Con una sezione dei negativi, layout e provini, insieme alle recenti still life.
Ci sono fotografi che raccontano una città e altri che ne cambiano per sempre la percezione che abbiamo di essa. Mario Carrieri (1932-2026) ha lavorato in tutto il mondo come interprete visivo di patrimoni dell’arte per musei, fondazioni, riferimento per architetti come Pierluigi Nervi, Aldo Rossi, Renzo Piano, Richard Meier, Norman Foster e Rem Koolhaas. Lo sguardo di Mario Carrieri ha rappresentato la memoria visiva di arredo e design per UniFor e Molteni&C al fianco dell’art director Pierluigi Cerri e per le più importanti aziende di arredo e design.
Come in un teatro, allestendo particolari strumenti da lui creati riusciva a far esistere le cose attraverso la luce,: oggetti, architetture, superfici, sculture, still life, eventi umani e urbani.
Qui per la prima volta, dopo la breve apparizione del 1959 le serie del grande progetto Milano, Italia, un libro straordinario che portò il MoMA di New York e musei europei ad acquisire numerosi scatti di Carrieri. Immagini di un poema visivo, profondamente umano, un racconto articolato in dieci scene, come unasequenza cinematografica, istantanee di una città sospesa tra la memoria del dopoguerra e l’imminente trasformazione del boom economico, luogo in cui convivono operosità e inquietudine, speranza e disincanto, vita e ironia.
Un’opera che Martin Parr nel suo The Photobook. A History accosta a Rome di William Klein e The Americans di Robert Frank.
“Scoprire significa, credo, mettersi di fronte a una realtà data senza difendersene con quello che già si conosce e senza coprirsi con un bagaglio professionale. Tornare indietro nelle cose, risalire alla origine, a quella dose di verità essenziale e scottante, per poi cercare di ricostituire e riproporre -al di là della velleità e della confessione- a più alta temperatura possibile, la propria piccola verità scottante”

Mario Carrieri 1959 

Si ringraziano Pietro Carrieri e Raffaele Carrieri per la collaborazione, prestito delle opere e documentazione.



Sponsor istituzionali

Con il contributo di
UNIFOR

  Media partner    

Milano 1932-2026

 

Il suo talento cresce all’ombra del padre Raffaele, poeta e critico d’arte. Da giovanissimo è in rapporto con De Chirico, Picasso, Modigliani, Marini, Campigli, Ungaretti, Lamberto Vitali, Dino Buzzati, Roberto Sanesi. Guarda all’arte oltreoceano, lascia il liceo classico, approda alla Mondatori nel ’50 al neonato settimanale Epoca, lavora nel cinema, anche per Carosello con riconoscimenti al Festival del Cinema Pubblicitario della Fiera Campionaria del 1956. Realizza I cinque dolori sulle poesie di Montale, un riferimento fortissimo per lui, ma resta fuori dai concorsi. Nel ’58 realizza 3500 scatti per il progetto di libro Milano, Italia che pubblica nel 1959. Indifferenza e critiche durissime da sinistra e da destra mentre Ugo Mulas, unica voce, decanta il capolavoro. Il MoMA di New York e altri musei europei acquisiscono numerosi sui scatti. Seguono anni di febbrile lavoro per i patrimoni artistici del mondo (USA, Africa, Cina, Giappone, Australia, Messico), Interprete di scultura antica, etrusca, greca, romana, egizia, artefice di quella africana. Per UniFor, Cassina, Knoll, grandi architetti è il fotografo di riferimento. Il PAC di Milano e dal 2004 Fondazione Stelline, Triennale e Gallerie d’Italia si interessano alle sue straordinarie still life.



Raffaele e Mario Carrieri