Alla scuola delle competenze. Dall’educazione alla fabbrica dell’alunno performante.

Presentazione del libro di Angélique Del Rey

Venerdì 16 gennaio 2026 ore 21:00
Auditorium CMC
Largo Corsia dei Servi, 4 – Milano (MM1 e 4 S. Babila/MM3 Duomo)
Ingresso libero

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Intervengono
Miguel Benasayag, Neuropsichiatra e filosofo
Angélique Del Rey, Filosofa

coordina
Nora Terzoli, Dirigente scolastico, Vicepresidente DISAL

La casa editrice Jaca Book insieme al Centro Culturale di Milano e alle associazioni nazionali Il Rischio Educativo e Universitas University che svolgono da tempo un lavoro culturale con insegnanti dei vari gradi della scuola e dell’Università, presentano questo libro, nuovissima e intensa ricerca culturale della filosofa ed esperta di sistemi educativi Angélique Del Rey. Che cosa ha contribuito a formare l’emergenza educativa che segna il nostro tempo e quali le strade di un ritorno all’educazione.

«Questo non è un libro tecnico di filosofia o di filosofia della pedagogia, e non aspira ad esserlo. L’urgenza che ne ha motivato la scrittura nasce dalla necessità di analizzare un elemento cardine del cambiamento epocale che stiamo vivendo: è sotto questa luce che Angélique del Rey propone un’analisi della cosiddetta “pedagogia delle competenze” che si sta affermando in tutto il mondo».
Miguel Benasayag, Prefazione

Angélique Del Rey è filosofa, saggista e professoressa associata di filosofia. Vive tra Parigi, dove insegna filosofia in un centro post-cura per adolescenti, e Buenos Aires, dove conduce seminari e conferenze su temi di educazione e valutazione. È autrice di À l’école des compétences (La Découverte, 2010), in cui valuta negativamente la pedagogia attraverso le competenze, e La tirannia della valutazione (elèuthera, 2018), in cui continua la riflessione su una società che valuta tutto e tutti costantemente. Insieme a Miguel Benasayag ha pubblicato numerosi lavori, tra cui Elogio del conflitto (Feltrinelli, 2008), in cui critica la negazione del conflitto operato dalle società postmoderne e ne rivendica la riabilitazione, e Oltre le passioni tristi. Dalla solitudine contemporanea alla creazione condivisa (Feltrinelli, 2016).

«Questo non è un libro tecnico di filosofia o di filosofia della pedagogia, e non aspira ad esserlo. L’urgenza che ne ha motivato la scrittura nasce dalla necessità di analizzare un elemento cardine del cambiamento epocale che stiamo vivendo: è sotto questa luce che Angélique del Rey propone un’analisi della cosiddetta “pedagogia delle competenze” che si sta affermando in tutto il mondo».
Nella sua prefazione Miguel Benasayag riflette sul fatto che nel corso degli anni, la “competenza” è diventata un elemento imprescindibile nei contenuti e nelle valutazioni dell’istruzione nazionale. Incuriosita da questa riforma silenziosa, che sta gradualmente smantellando le basi della tradizionale “trasmissione del sapere”, l’Autrice, filosofa e pedagogista, ha voluto approfondirne le origini. Con sua grande sorpresa, ha scoperto l’onnipresenza dell’”approccio per competenze”: dagli anni ’80, sia nei Paesi del Nord che del Sud, dalla scuola materna all’università, questo approccio promuove una visione economicista dell’istruzione, in cui formarsi o formare significa “investire” sul “capitale cognitivo”.
Questo libro ripercorre la ricerca che ha portato a queste scoperte ed esplora le potenzialità educative di un’altra rappresentazione dello studente come essere concreto, situato, con una dimensione affettiva, con legami… in breve, vivente. L’autrice invita insegnanti e genitori a incoraggiare i giovani, attraverso l’educazione, a “seguire la propria strada”, anche se ciò potrebbe metterli in conflitto con l’utilitarismo prevalente. È il prezzo da pagare per garantire che la trasmissione del sapere continui ad essere possibile e che le nuove generazioni riescano, in futuro, ad esprimersi pienamente nel mondo, trasformandolo. L’ampia introduzione di Silvia Di Fresco e Matteo Vescovi illustra la “via italiana” alla scuola delle competenze, mentre il testo di Miguel Benasayag sottolinea come la “pedagogia delle competenze” parta (anche se implicitamente) dal pericoloso assunto che esista una continuità di natura tra vivente e macchine, tra cervello umano e computer.