Mercoledi 3 aprile ore 18,30
Auditorium CMC
Largo Corsia dei Servi, 4 – Milano

Ciclo di Letture poetiche e dialoghi con i giovani
“Cosa affidiamo oggi alle parole”

Incontro con
Cesare Viviani

Introduce
Francesco Napoli

Intervengono
Gianmarco Bizzarri,
Mattia Gennari,
Davide Grammatica

Poeta originale e intenso di una poesia pensante eppure dentro il tempo, maestro della nostra contemporaneità, con ironia e coraggio, ma sempre distante da sterili polemiche letterarie, Cesare Viviani (1947) ha mostrato nel suo poiein una progressiva crescita spirituale e un’animata ansia di vita autentica e di assoluto.

Tra poesia, prosa poetica e lucidi pamphlet, in uno studio costante della potente capacità della parola, poetica e non, Viviani incarna un percorso, dall’esordio a oggi di oltre mezzo secolo, autenticamente rilevante e unico.
Diverse case editrici lo hanno apprezzato e voluto. Il Centro Culturale di Milano lo ha visto voce attiva nel suo ciclo “storico” Vini diVersi” e oggi lo reincontra attraverso la lettura fatta da giovani lettori, assidui alle espressioni più diverse della cultura e poesia contemporanea in un incontro aperto e senza rete nel quale Viviani risponderà e offrirà anche poesie inedite.

Alcuni dei suoi libri
L’ostrabismo cara, Feltrinelli, Milano 1973;
Piumana, Guanda, Milano 1977;
L’amore delle parti, Mondadori, Milano 1981;
Summulae (1966-1972), Scheiwiller, Milano 1983;
Merisi, Mondadori, Milano 1986;
Preghiera del nome, Mondadori, Milano 1990;
L’opera lasciata sola, Mondadori, Milano 1993;
Cori non io (1975-1977), Crocetti, Milano 1994;
Una comunità degli animi, Mondadori, Milano 1997;
Silenzio dell’universo, Einaudi, Torino 2000;
Passanti, Mondadori, Milano 2002;
La forma della vita, Einaudi, Torino 2005;
Credere all’invisibile, Einaudi, Torino 2009;
Infinita fine, Einaudi, Torino 2012;
Osare dire, Einaudi, Torino 2016;

Biografia - Cesare Viviani
Poeta e saggista italiano, nato a Siena nel 1947. Dopo gli studi in giurisprudenza e pedagogia, ha lavorato nel giornalismo, e successivamente come psicologo e psicanalista dalla cui esperienza ha tratto ispirazione per alcune delle sue opere poetiche e saggistiche. Ha conosciuto Carlo Betocchi, Mario Luzi e Franco Fortini. Nel 1971 ha esordito con la raccolta di versi Confidenze a parole poi riedita col titolo Summulae: 1966-1972 nel 1983, in cui si avvertono suggestioni crepuscolari e postermetiche. All’esperienza della psicanalisi risale il processo di decostruzione linguistica avviato nelle successive raccolte, L’ostrabismo cara del 1973 e Piumana del 1977. Una maggiore decifrabilità presentano le successive raccolte L’amore delle parti e Merisi. A partire dagli anni Settanta, alla produzione poetica si sono alternati saggi di argomento psicanalitico come Psicanalisi interrotta, La pazzia spiegata dai bambini, Il sogno dell’interpretazione: una critica radicale all’ideologia psicanalitica, e letterario come Il movimento della poesia italiana negli anni Settanta, La scena: prove di poetica, Pensieri per una poetica della veste, Il mondo non è uno spettacolo. Con Preghiera del nome la sua ricerca poetica si inoltra in un nuovo percorso risalendo dalla decostruzione alla nudità e immanenza della parola: L’opera lasciata sola, Cori non io: 1975-1977, Una comunità degli animi, Silenzio dell’universo. Tra le ultime pubblicazioni: Passanti, Poesie 1967-2002, La forma della vita, Credere nell’invisibile, con cui ha vinto il premio Pen, Infinita fine, il saggio Non date le parole ai porci del 2014 e la raccolta di versi Osare dire del 2016. Ha collaborato per anni con recensioni e interventi di argomento psicologico e sociale ai quotidiani Il Giorno, Corriere della Sera e Avvenire.

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