«Tutto quello che abbiamo fatto, Kertész l’ha fatto prima».
Cartier Bresson

“Qualsiasi aspetto del mondo, dal più banale al più importante, merita di essere fotografato, con amore”
André Kertész

Vivevamo nello stesso edificio a New York e ancora oggi mi piace guardare le sue immagini esposte nell’atrio. Il mio libro “Leggere” costituisce il mio personale omaggio al talento, alla personalità e al genio di Kertész»
Steve McCurry


dal 16 gennaio al 10 marzo 2019 – Sala Espositiva del CMC
Largo Corsia dei Servi, 4 Milano
(MM1 S. Babila – MM3 Duomo)

90 opere a cura di Roberto Mutti

Mostra di fotografia ideata da Camillo Fornasieri

Inaugurazione martedì 15 gennaio 2019 ore 18,30

Interventi delle autorità e del curatore
Segue Cocktail

GALLERY


Orari Mostra:

da lunedì – venerdì
ore 10,00-13,00; 14,00-18,30

Sabato e domenica
ore 15,30 – 19,00

Ingresso: Donazione € 5,00


A Milano una vasta e originale scelta di 90 opere del “maestro dei maestri”.

Per la prima volta esposte anche la rara serie di fotografie a colori, realizzate a New York agli inizi degli anni ’80. Un incontro con il talento e la personalità di un genio, riferimento della fotografia contemporanea, percorrendo i diversi momenti della sua attività: Ungheria, Parigi, New York e Stati Uniti, periodo internazionale. 

L’Horloge de la passerelle, New York, 1947

La mostra curata da Roberto Mutti e ideata da Camillo Fornasieri, è organizzata dal Jeu de Paume di Parigi, in collaborazione con la Mediathèque de l’Architecture et du Patrimoine, Ministère de la Culture – France, con diChroma photography e con il Patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

Un fotografo, un intellettuale che attraversa e abbraccia due mondi, l’est e l’ovest del novecento, dapprima sul finire della mitteleuropa politica e culturale, poi nell’occidente dalla guerra fredda agli anni ’80. Abitante cittadino delle metropoli dei due mondi, da Budapest a Parigi, da New York al mondo globale, coglie e racconta la promessa e lo spaesamento, l’incarnarsi di ogni vivente e la persona.

Il suo segreto è lo stupore, la familiarità della realtà, senza troncarne il rimando a un oltre, a una realtà più profonda.

In mostra un Video con testimonianze di alcuni fotografi contemporanei.

Visite Guidate,
attività divulgative per aziende,
incontri e dialoghi con Fotografi
segreteria@cmc.milano.it

Info
Centro Culturale di Milano
0286455162 – www.centroculturaledimilano.it

Ufficio Stampa
Enzo Manes 0286455162 – 3382694209
emanes@cmc.milano.it

GALLERY


Biografia
Budapest, 1894, André [Andor] Kertész, sognava già da bambino di fare il fotografo.

Una famiglia di media borghesia ebraica, in servizio nell’esercito austriaco-ungherese. La vita dei soldati e il mondo contadino le prime fotografie. Convalescente dopo una ferita riportata, nel 1917 scatta la famosa foto “Il nuotatore sott’acqua”, che anticipa di molto l’estetica del riflesso, poi popolare al Bauhaus.Finita la guerra è impiegato alla borsa, nel 1925 decide di trasferirsi a Parigi. E’ un drappello di nomi quello che emigra tra Berlino e Parigi: László Moholy-Nagy, Robert Capa, Germaine Krull e Brassaï.

Frequenta la Montparnasse di Piet Mondrian, Fernand Léger, Ossip Zadkine e Alexander Calder, conosce Chagall e Bresson. Per lui la fotografia è un diario visivo, strumento per descrivere la vita: le strade della metropoli, parchi, tetti, la riva della Senna. Nel ’27 alla Galerie Au Sacre du Printemps la prima mostra e nel ‘29 è alla mostra internazionale “Film und Foto” a Stoccarda e a Berlino.

Dal ‘28 Kertész lavora con una Leica, la prima macchina fotografica a utilizzare la pellicola cinematografica 35 mm. VU gli pubblica più di 30 importanti saggi fotografici. Nel ‘33 presenta “Distorsioni”, nudi femminili in specchi deformanti e in questo anno l’agenzia Keystone lo chiama a New York, dove si trasferisce. Anni economicamente difficili, quelli in USA. Dal ‘49 al 1962 Kertész lavora per la rivista House and Garden. Durante il suo viaggio a Parigi nel 1963 riscopre gran parte dei suoi negativi, che lo ispirano a nuove attività artistiche che gli ottengono un riconoscimento internazionale.

Nel 1964 presenta le sue opere al Museum of Modern Art di New York: si sprecano gli elogi. Da quel momento Londra, Parigi, Stoccolma, Melbourne, Tokyo, Buenos Aires, Venezia ospiteranno i suoi lavori. Il famoso “On Reading” è pubblicato nel 1971 e Steve MC Curry gli rende omaggio col suo libro “Leggere”. Nel 1977 muore Elisabeth, l’adorata moglie, la sua più grande sostenitrice.

Fotografa dalla finestra del suo appartamento in Washington Square, quando non è più in grado di uscire di casa. Nel libro From my Window (1981) pubblica anche Polaroid di nature morte scattate tra le quattro mura del suo appartamento, confermandolo nuovamente maestro della luce che opera con i mezzi più semplici.

André Kertész muore il 28 settembre 1985, lasciando un archivio di 100.000 negativi.


 

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I PROMESSI SPOSI.
NELLA CITTA’ CONTEMPORANEA

 

Cap. XXXII
“Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune”
La Città in mano alle opinioni: le ragioni della fiducia reciproca
con Ruggero Eugeni, docente di Semiotica dei Media, nell’Università Cattolica di Milano

 

 

ore 18.30

Per seguire la diretta streaming dell'incontro clicca qui