Eventi al Centro Culturale di Milano 

https://bookcitymilano.it/luoghi/460/centro-culturale-di-milano

Venerdì 15 novembre ore 15,00
Il mistico e il poeta. Preghiera, scrittura e ispirazione


con Roberto Maier
Giovanni Trabucco

Il fondo delle parole.
Poesia ed esperienza spirituale, di Roberto Maier
EDB Dehoniane


Sabato 16 novembre ore 15,00
Un’epoca di crisi e di ricerca della libertà

con Luca Vaglio
Alessandro Zaccuri

Il vuoto, di Luca Vaglio,
Morellini editore

 


Sabato 16 novembre ore 17,00
Educazione sentimentale. Tra Vangelo e letteratura

con don Paolo Alliata

C’era come un fuoco ardente
La forza dei sentimenti tra vangelo e letteratura, di Paolo Alliata
Ponte alle Grazie

 


domenica 17 novembre ore 15,00

A proposito di Raymond Carver.
Tutto quello che serve a capire cosa significa fare editing

con Benedetta Centovalli
Luca Doninelli

Un caso, una storia che insegna
Incontro promosso da Scuola FLANNERY – Scrittura, Editoria, teatro


domenica 17 novembre ore 17,00
Francesco d’Assisi e il Sultano: storia di un tradimento

con Gian Arturo Ferrari
Ernesto Ferrero 

Francesco e il sultano, di Ernesto Ferrero, Einaudi
https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/francesco-e-il-sultano-ernesto-ferrero-9788806242879/


per BOOK CITY  si inaugura la Mostra dell’Archivio Guy Harloff

presso la Sala Espositiva, a cura di Serena Redaelli
GUY HARLOFF (1933 – 1991) ALCHIMIE E SINESTESIE 

La mostra, a cura di Serena Redaelli – Archivio Guy Harloff, Milano, racconta attraverso circa 40 opere di Guy Harloff il percorso artistico di questo pittore-filosofo di fama tra gli anni sessanta e ottanta.

Arricchiscono l’esposizione fotografie inedite di Roberto Masotti, libri e cataloghi rari, cover di dischi jazz disegnate da Harloff e “riletture” pittoriche dell’opera harloffiana realizzate dall’artista contemporanea Linda Orbac.

La mostra è visitabile dal 7 novembre-5 dicembre 2019
Inaugurazione mercoledì 6 novembre 2019, ore 18.30


L’amicizia e la nostalgia, la superbia e il canto, il coraggio e la pigrizia. Ma anche la guerra e la gloria, il dubbio e la noia, l’ospitalità, il rischio, il mistero. Viviamo pervasi da «silenziose forze» che ci fanno rimpiangere e soffrire, amare e disperare, spegnere o accendere il fuoco che brucia dentro di noi. Forze che solo noi possiamo accogliere e trasformare, fuochi che solo noi possiamo custodire e alimentare, tenendo viva la bellezza, aprendo all’imprevisto, all’esplosiva fioritura dell’immaginazione. Quella che si oppone all’ottusità del potere e cerca ostinatamente la grazia per le strade, tra i libri, negli scantinati della nostra anima, tra le pieghe di una società avida e triste, perfino nella leggerezza dolce dell’effimero. La grande lezione del Cristianesimo parla a tutti coloro che non si accontentano ma cercano l’intensità del desiderio e dell’incontro, interrogano la realtà senza farsi bloccare dal sospetto, dal vittimismo, dalla diffidenza. Immergendosi nelle Scritture, attraversando il cinema, la letteratura, la tradizione popolare, l’arte, don Paolo Alliata ci invita a squarciare il velo della banalità e a fidarsi della forza delle domande. Anche di fronte alla paura del diverso, alla violenza del giudizio, alla solitudine della morte.

«È la grande avventura di ogni figlio di Adamo nella storia.E vale la pena di affrontarla».


Francesco d’Assisi ha trentasette anni quando si imbarca ad Ancona per la Terra Santa. Insieme al fidato frate Illuminato lascia temporaneamente un Ordine già turbato dai primi contrasti e ancora privo di una Regola approvata dal papa. Malgrado le malattie che lo affliggono, è deciso ad affrontare ogni difficoltà pur di incontrare il Sultano d’Egitto, che a Damietta deve sostenere l’assedio di un poderoso esercito crociato. Vuole convertirlo? Intende offrire un esempio di proselitismo ai suoi frati? O cerca il martirio? L’uomo che vuole riportare il Cristianesimo alla spiritualità delle origini e ama definirsi «unus novellus pazzus», torna dopo un anno profondamente mutato. Ha vissuto gli orrori della guerra, ma anche il fascino di una spiritualità che ha molti punti di contatto con la sua e lo aiuta a trovare le parole del Cantico delle creature. In una comunità cresciuta troppo in fretta, deve affrontare conflitti, delusioni, infermità sempre piú crudeli. Ma perché quarant’anni dopo Bonaventura da Bagnoregio, incaricato di scrivere la sua unica biografia autorizzata, racconta una verità diversa, in cui Francesco avrebbe sfidato il Sultano alla prova del fuoco? Un «falso d’autore» accuratamente architettato che verrà autenticato dagli affreschi della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto, e finirà per occultare un modello di dialogo tra l’Europa cristiana e l’Oriente mussulmano. Ernesto Ferrero ricostruisce una vicenda tumultuosa inserendola nel quadro di un’epoca in cui si muovono papi e imperatori, vescovi e cardinali, frati e soldati, mercanti e pellegrini, cronisti e pittori, tutti agitati da ambizioni, visioni, sogni piú grandi di loro. Ognuno è portatore della diversa immagine del santo che nella radicalità delle sue sfide continua a sottrarsi a ogni definizione. Con il passo di un romanzo d’avventura e la precisione di una biografia, Francesco e il Sultano trasforma il tessuto di racconti favolosi che chiamiamo Storia in una vicenda che continua a riguardarci da vicino.


In una Milano invernale e notturna, si dipana la storia di Mattia Ventura che si ritroverà a misurarsi con la drammaticità del quotidiano e con un insolito mistero.

Mattia vive in una terra di mezzo, in una specie di vuoto esistenziale dove sperimenta uno stato di ambivalenza, dove il disagio indotto dalla precarietà economica e dall’incertezza sul futuro coesiste con un’insolita sensazione di libertà favorita dall’assenza di obblighi, scadenze o impegni di lavoro da rispettare. Anche i rapporti umani che si trova a intercettare sono caratterizzati da una sorta di duplicità, in cui il confine tra la banalità del quotidiano e il dramma è molto più sottile di quello che si potrebbe pensare. A fargli da amico e da confidente in questo percorso c’è Leonardo, un uomo ormai anziano, ma straordinariamente generoso e vitale, che fa il turno di notte in un’autorimessa e che lo aiuterà a risolvere un piccolo, ma inquietante, mistero.


 

La storia della spiritualità è costellata di episodi in cui la preghiera diventa poesia e dà accesso, anche quando rifiuta ogni coinvolgimento religioso, a una dimensione spirituale propria dell’uomo.

Questo libro si propone di indagare il rapporto tra spiritualità e poesia, soprattutto contemporanea, accostando la fenomenologia della parola umana alla rivelazione cristiana del Dio-Logos e descrivendo la dinamica della scrittura e della lettura, che più volte affiora anche nella Bibbia, attraverso l’immagine ricorrente di un rotolo da dissigillare, da interpretare e persino da mangiare. Il volume si concentra infine sul tema dell’ispirazione, termine comune all’esperienza sia del poeta che del mistico. Un breve «laboratorio» è dedicato anche all’opera di Giorgio Caproni, in particolare alla raccolta Il Franco cacciatore, segnalando l’affiorare della questione di Dio dal cuore stesso dell’atto poetico.