mercoledì 22 aprile 2020 ore 18,00
sito internet CMC  e sui social del CMC
(YouTube –  Facebook)

con
Eraldo Affinati, Scrittore e insegnante Penny Wirton, Roma
Ludovico Arte, Dirigente scolastico I. T. T. Marco Polo, Firenze
Ezio Delfino, Dirigente scolastico, Presidente nazionale DISAL
Gilda Esposito, Dirigente scolastico Circolo didattico E. De Filippo –Santa Maria La Carità, Napoli
Paola Fantolini, Insegnante Fondazione Sacro Cuore, Milano

Introduce
Camillo Fornasieri, Direttore del Centro Culturale di Milano
Coordina
Andrea Caspani, Redazione Centro Culturale di Milano

VIDEO

Di fronte a un nuovo bisogno di scuola cui stiamo assistendo in questi mesi di fermo sociale, di solitudine, di disuguaglianze sociali cui non pensavamo, ma da sempre attorno a noi, il CMC vuole farsi luogo di giudizio, attraverso l’incontro e il confronto.

Abbiamo invitato scrittori, educatori, dirigenti scolastici e insegnanti all’opera in avarie parti del Paese, tra Napoli e Milano per scoprire le criticità di un “tutti a casa”, le disparità di situazioni, ma soprattutto per ritrovare dalla loro viva voce ed esperienza, dentro la inedita circostanza attuale, il senso di quel rapporto dove vita, scuola e cultura si intrecciano.

Vi ricordate i misuratori di valutazione, il bullismo o”la scuola non deve educare, deve istruire”, che accompagnavano il dibattito, sempre attuale, sull’emergenza educativa?

Un mondo vecchio e uno nuovo si fronteggiano, tra le case, nel vuoto delle città ferme per il coronavirus.
Ciao, vado sa scuola,. No, la scuola viene a casa tua..

Perchè la scuola non si è fermata? Perchè era già ripartita, ognuno coi mezzi a disposizione, 15 giorni prima della prima “grida” del Ministero?

E soprattutto, cosa ha scoperto “questa scuola” che è entrata nelle case e cosa ci sta mostrando, in questa circostanza, una generazione di giovani e giovanissimi?

La posta in palio è alta, soprattutto per le scuole paritarie: “Tutto ciò che è umano è frutto di educazione”, diceva don Luigi Giussani; “Il maestro dà al ragazzo tutto quello che crede, che spera. Il ragazzo crescendo ci aggiunge qualche cosa e così l’umanità va avanti”, rifletteva don Lorenzo Milani.

     CONDIVIDI