Ciclo Quello spazio di libertà chiamato Europa

Giovedì 12 Marzo 2015 ore 21.00
Auditorium Palazzo del Lavoro Piazza IV Novembre 5
Milano (MM3 e MM2 Staz. Centrale)

Intervengono

indexEnzo Moavero Milanesi, European Advisor Politics della Comunità Europea; ex Ministro Affari Europei – governi Monti e Letta
violiniLorenza Violini, Docente di Diritto Costituzionale, Università degli studi di Milano, del Managment Board dell’agenzia Eupropeaper i Diritti Fondamentali

Con il contributo di

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“L’Europa è nata intorno a poche grandi parole, come persona, lavoro, materia, progresso e libertà.

Queste parole hanno raggiunto la loro piena e autentica profondità attraverso il cristianesimo, acquistando un valore che non avevano prima, e questo ha determinato un profondo processo di “umanizzazione” dell’Europa e della sua cultura” (E’ possibile un nuovo inizio?” J. Carron).

Diverse circostanze storiche, economiche e culturali hanno portato a ulteriori consapevolezze, ma proprio mentre si da vita al Progetto Europeo, si assiste al cedimento progressivo di quelle principali comuni evidenze.

La stessa costruzione economica e i tentativi di coesione sociale e politica implicati risentono, così, se non ne sono espressione stessa, di tale crisi.

Le società, dall’Italia alla Grecia all’Inghilterra, sono in movimento dentro questa stessa Unione. In queste settimane la BCE ha ridato respiro ai debiti degli Stati, a Est c’è un confine che si spezza, nuovi Paesi bussano o si affacciano a questa comunità in costruzione, mentre fatica a crearsi coesione e solidarietà.

L’altro è un bene. L’appartenenza e gli Stati, i popoli e i governi, realtà che si divaricano pericolosamente in nome dei reciproci diritti all’autonomia e alla ‘nazionalità’ ma senza cercare l’origine della propria responsabilità.

Quale comunità stiamo realizzando? Cosa capire, dove cambiare?

L’occasione di incontro e dialogo con l’ex Ministro Moavero Milanese, grande conoscitore e capace di critica -perché appassionato- all’Europa e con Lorenza Violini è unica, per entrare nel merito alla luce di un giudizio che, come è per loro, affondi le radici nella Dottrina sociale della Chiesa.

Realizziamo così un incontro con cercatori della verità e delle possibilità come contributo concreto a che l’Europa divenga uno spazio di libertà lo.

Se vi sono cose “da cambiare” l’unico modo per sorprenderle, non in modo non generico e omologato, è farlo alla luce di un giudizio che nasca dalla coscienza di quella libertà e significato che ci hanno portato sin qui.

Unico modo per verificare non solo cosa cambiare, ma anche “cosa dobbiamo capire”, di possibilità reali e non utilizzate nate da criteri buoni. Invitiamo ad unire per l’incontro le domande di professionisti, soggetti e realtà che vogliono responsabilmente dare il proprio contributo.

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