Martedì 30 novembre 2021 ore 21,00
Auditorium CMC
Largo Corsia dei Servi 4 (MM1 S. Babila – MM3 Duomo)

Con
Sergio Givone, filosofo
Adriano Dell’Asta, Letteratura Russa Università Cattolica di Milano e Brescia

coordina
Flora Crescini, Redazione del CMC

Adriano Dell’Asta

Flora Crescini

Sergio Givone

 


La letteratura di Dostoevskij, così come la sua vita di padre e marito, è un’esperienza vivida in prima persona, che indica una strada. “Il campo di battaglia è il cuore dell’uomo” scrisse. E c’è una indicazione che vogliamo scoprire. Così come Dostroevskij è profeta del nostro tempo, perché ha visto e previsto l’uomo che vuole autofondarsi, che ha visto il “sottosuolo” sia nel secolo del nichilismo, sia nell’oggi nella versione della solitudine dell’uomo fragile (volti diversi e opposti della crisi del mondo moderno) così ha scoperto e abbracciato, proprio lì nel “sottosuolo”, la novità e possibilità reale dell’Amore, oltre il dramma del male.

Alla dialettica subentrava la vita e nella sua coscienza doveva elaborarsi allora qualcosa di completamente nuovo”, “Li aveva risuscitati l’amore: il cuore dell’uno, ormai, racchiudeva un’inesauribile sorgente di vita per il cuore dell’altro” (da Delitto e castigo).

I grandi romanzi e racconti di Dostoevskij non offrono a noi contemporanei storie rassicuranti. Aprono i cieli e le nubi della libertà, della grandezza e bassezza dell’animo umano. Offrono perciò alla cultura e alla società interrogativi decisivi che ci strappano dalla beata tranquillità.

Sergio Givone, filosofo italiano di grande fama e intensità, ha dedicato a Dostoevskij molti libri e immedesimazioni e si confronta con Adriano Dell’Asta, grande conoscitore della tradizione russa.

Come per Dante, attraverso l’inferno, si ricostituiscono i tratti di un volto umano, alla luce di una presenza che ci viene in soccorso. Personaggi reali e intensi, come le esistenze di simili di compagni dei nostri giorni.

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