Eraldo Affinati presenta “Nella palude del padre”



Mercoledì 16 settembre 2026, ore 18.30
Auditorium CMC, Largo Corsia dei Servi 4 Milano
MM1 e 4 S. Babila; MM3 Duomo
A Milano la prima presentazione in Italia del nuovo libro di Eraldo Affinati. A tu per tu con lo scrittore che attinge ai pozzi profondi dell’umano, del dono, dell’esistenza come relazione e qui della paternità. Una nuova grande storia che parla al nostro presente e al nostra futuro.
Dialogo con l’autore Eraldo Affinati
Coordina Camillo Fornasieri, Direttore del CMC
Introduce Benedetta Centovalli, scrittrice
Un giorno Eraldo Affinati riceve da una sconosciuta una fotografia: vi è ritratto suo padre bambino, seduto accanto alla sorellina ai piedi di tre donne, tra cui la nonna Elisa Affinati. Indossa una camicetta bianca immacolata, ha i capelli a caschetto e la mano destra appoggiata sul polso sinistro, in un gesto che sembra quasi di difesa. Il suo sguardo è triste, la bocca serrata, i piedi affondano nell’erba. In quella fotografia il padre appare estraneo alla propria famiglia, solo e vulnerabile.
Da quell’immagine, tanto dolorosa quanto inattesa, nasce questo intenso romanzo autobiografico. Nel 1930 Elisa muore a soli trentasei anni, lasciando i suoi due figli, entrambi non riconosciuti, senza protezione né sostegno. Le loro vicende si intrecciano con la storia dell’Italia del Novecento: gli anni del fascismo, la Resistenza, le speranze del dopoguerra e, fino ai nostri giorni, le inquietudini e i conflitti della contemporaneità.
È una storia fatta di passioni spezzate, delusioni, amarezza, sogni infranti e vicende rimaste a lungo nascoste. Ma è anche una storia di riscatto e di possibile redenzione, che trova una svolta inattesa in terra africana, dove riaffiorano i nomi perduti e quelle parole che i genitori non erano riusciti a pronunciare, prima ancora che ai propri figli, a se stessi.
Il tema dell’identità negata attraversa da sempre l’opera letteraria e pedagogica di Eraldo Affinati, autore di Campo del sangue e di numerosi altri libri. La sua esperienza personale lo ha portato a confrontarsi con la solitudine e l’inquietudine dell’adolescenza, fino a trasformarle in un impegno concreto accanto ai minori non accompagnati provenienti da ogni parte del mondo.
Con la scrittura intensa che da sempre lo contraddistingue, Affinati affronta qui i temi centrali della sua opera: il male e la responsabilità umana, il significato dell’essere padri e madri, il valore dell’educazione, il senso del nostro stare al mondo e la possibilità di superare la solitudine e l’indifferenza attraverso l’incontro con l’altro.
