Ciclo di Letture teatrali e dialoghi
a cura di e con
LUCA DONINELLI

Gennaio/marzo 2022

Auditorium Centro Culturale di Milano
Largo Corsia dei Servi, 4 (MM1 S. Babila/MM3 Duomo)
Ingresso 5 €
Ridotto 3 € : Studenti, Soci Casa Testori
Omaggio: Amici del CMC


Seconda parte

 

Sandro Lombardi

Giovedì 10 marzo 2022 ore 18,30
“Pietà e passione per il reale. Testori “giornalista”

Sandro Lombardi, lettura teatrale
Dialogo con Maurizio Crippa

PRENOTAZIONI AMICI CMC
PRENOTAZIONI PUBBLICHE

 


Giovanni Crippa

Giovedì 13 gennaio 2022 ore 18,30
“L’Arte: gli amori e i disamori di Giovanni”
Dalla “casa” ai nuovi, dai lombardi a Bacon

Giovanni Crippa, lettura teatrale
Dialogo con Giuseppe Frangi
Giornalista, Presidente “Casa Testori”

 

L’arte figurativa ha nel pensiero di Testori un ruolo centrale. Molte delle intuizioni che hanno guidato Testori anche nella sua attività di scrittore, di drammaturgo e di giornalista nascono dalla pittura, che Testori coltivò sia in proprio sia in qualità di mercante e di critico. “Il passo dei pittori è più lento di quello della cultura, ed è un passo che affonda nella terra, così che quando sollevano il piede per procedere tirano su zolle di terra, erba, lombrichi. Non hanno nulla da spartire con gli intellettuali: il quadro è come una zampata, che trattiene tutto quanto – erba, terra, merda – hanno portato con sé nel loro procedere. In questo senso dico che l’arte figurativa è meno controllabile, meno falsificabile della parola scritta”.


 

Franco Parenti, Andrèe Ruth Shammah con Giovanni Testori

Giovedì 20 gennaio 2022 ore 18,30
“La grande crisi, l’incontro con Franco Parenti”
La nascita degli Scarrozzanti.

Franco Parenti in Filmati esclusivi
Dialogo con André Ruth Shammah
Regista teatrale e Direttore Teatro Franco Parenti

 

 

 


Il Pierlombardo

Dopo dieci anni di assenza dai teatri, Testori si fece convincere da Andrée Ruth Shammah ad assistere alla Moscheta del Ruzante interpretata da Franco Parenti. “Ora, a me capita sempre, quando un attore mi conquista, una cosa strana: non sento più le parole che dice, ma comincio a sentirne altre – esattamente quelle che vorrei che dicesse”. Dall’incontro con Parenti nacque una nuova lingua, e dalla nuova lingua nacque l’Ambleto. Ma questo fu solo l’inizio dell’avventura. “Eravamo disperati, Parenti e io, perché c’era il testo, c’era la compagnia ma non trovavamo un buco dove rappresentarlo. Tutti si opponevano perché capivano bene che da quel testo sarebbe nata una forma di teatro diversa, e non se la sentivano di rischiare. Alla fine scovammo questa sala. Non era neanche un teatro, era un locale nato come cinema, poi trasformato in autorimessa, e poi tornato cinema – ma uno di quei cinema di periferia, un po’ schifosetti…” Fu così che, il 16 gennaio 1973, vide la luce uno dei maggiori eventi teatrali dell’Italia del Dopoguerra.


Anna Della Rosa

Giovedì 3 febbraio 2022 ore 18,30
“Il Teatro, corpo di passione e redenzione”
“Factum est”, “In exitu”, “Tre lai”.

Anna Della Rosa, lettura teatrale
Dialogo con Giovanni Anfuso, Regista di teatro

 

 

 


 

Diego Becce

Giovedì 10 febbraio 2022 ore 18,30
“Poesia, un’altra strada”
Al termine di una tradizione, croce e realtà

Diego Becce, lettura
Dialogo con Davide Rondoni, poeta e scrittore

 

 


“Giovanni Testori nella città contemporanea”:

prosegue il viaggio ideale e reale che il Centro Culturale di Milano -questa volta in compagnia di Casa Testori- propone con grandi autori della città e dei territori lombardi. Riletture, ovvero letture “contemporanee”. Dunque, terzo appuntamento dopo gli incontri con il Manzoni de I Promessi Sposi e il Dino Buzzati scrittore e giornalista che sa vedere.

Testori è una personalità che scuote questo presente. Ha sempre scosso, lui. Intemperante, mai prestabilito, sempre in fieri. Ecco perché acquista il gusto della novità quello di costruire un ciclo per scoprirlo e riscoprirlo attraverso la pluralità dei linguaggi espressivi utilizzati.

In un tempo debordante di definizioni posticce e di “slegami” poco edificanti, pare opportuna la scelta di accostare Testori; ancora una volta, che è sempre una prima volta (un certo sentire del Centro Culturale di Milano è nella tensione al vero, alla cultura come vita, questioni così care all’intellettuale di Novate nella pratica di sbilanciamenti fecondi e irriducibili al tran tran. Lui amava il tram.).

L’accresciuta complessità del vivere dovuta alla pandemia da Covid rende ancor più provocante l’incontro con la parola di Testori, con i corpi, le voci, i cori, vecchi e nuovi fabbriconi, le disperate speranze che dicono, interrogano, giudicano. Dentro e oltre la città. Come non approfittare della sua multidisciplinarità? Di pensiero che compie proprio perché è pensiero?

Anche la scelta di riprendere il filo senza collocarlo e cioè senza attendere la stagione degli omaggi in occasione del centenario della nascita (1923) ci pare una decisione che apre, che lo libera, di nuovo e per sempre “scarozzante”.

Perciò un Ciclo di letture e dialoghi per trovare un’’immagine complessiva e vitale di Giovanni Testori, dove l’arte, il teatro, la letteratura, la poesia, il Testori polemista degli interventi pubblici, attraverso articoli, editoriali, saggi – dove le tante sfaccettature dell’uomo- si ritrovino insieme e ci comunichino quel nesso con la verità e la vita che è stato principio e fine della sua offerta intellettuale e artistica.

Tre gruppi di incontri, il primo dedicato ai grandi amori e ai loro esordi: quello del ’51 con il suo articolo sul Cairo fino a Morlotti, quello del ’54 con l’uscita de “Il dio di Roserio”; quello dei suoi inizi teatrali, culminanti con lo scandalo dell’Arialda, 1961.

Il secondo gruppo, un “a fondo” dove entrare nei suoi grandi amori ma anche nei suoi ripensamenti, sulle sue passioni costanti, sui suoi rifiuti. In pittura, con un ritratto teatrale, a cavallo della grande crisi, con due momenti fondamentali, da un lato l’Erodiade e dall’altro la Trilogia ed infine un incontro dedicato a Testori e la poesia.

Nel terzo gruppo l’ultimo Testori, quello incendiario, con la controversa “conversione”. Un primo passaggio su Testori critico artistico e curatore, con le due mostre emblematiche: quella sulla Ca’ Granda (Testori e la carità) e la sua partecipazione alla mostra dell’84 alla Besana (Testori scopritore di talenti); la stagione del suo rinnovato teatro con tre tappe: Interrogatorio a Maria, In Exitu, Tre Lai; un incontro su Testori polemista, con una scelta di articoli su fatti di cronaca e del mondo.

 

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