mercoledì 27 gennaio 2020 ore 21,00
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Lettura teatrale (in italiano) ed elaborazione musicale

con Ingeborg Waldherr
attrice e regista

Dimitris Pekas
violoncello

a seguire dialogo con José Clavería Rettore Fondazione Sacro Cuore di Milano

Sotto il patrocinio di Mutherem Aras,
Presidente del Parlamento del Baden-Württemberg
EttySchriftliches Grußwort der Landtspräsidentin 

Saluto introduttivo di Federico Lorenzo Ramaioli
Console d’Italia a Friburgo,

con il Patrocinio del Consolato di Friburgo in Bresgovia, Germania
Associazione Vivace, Friburgo in Brisgovia

 

 

 

 

Una Produzione
BW_Musik-Theater-Produktion Etty Hillesum
von BW_Musik-Theater-Produktion_Etty Hillesum


La memoria di sé è una decisione ed essa si può prendere a partire dall’incontro scontro con la realtà. Quella di tutti i giorni, come quella dei giorni dentro un grande dramma, un’immensa tragedia come quella dei campi della Shoah.

Etty Hillesum non vuole dimenticare, non vuole scivolare nell’intorpidimento di fronte alla realtà, per quanto tragica e assurda possa essere. Al contrario, la affronta consapevolmente. Intuisce che un cuore pensante in mezzo ad una realtà disumanizzata e disumanizzante ha il misterioso ma reale potere di salvare l’umano.

Possiamo ascoltare la voce del nostro cuore, lasciandole il tempo di sorgere, senza essere soppressa dalle migliaia di risposte già fabbricate dalle necessità, dalle regole, dalle circostanze.

Vogliamo dedicarci ad una meditazione nella Giornata della Memoria con un duo teatrale composto dalla regista tedesca e attrice Ingeborg Waldherr e il musicista greco Dimitris Pekas, che ha presentato questo spettacolo al Meeting del Reno lo scorso anno a Colonia.

Ci faremo guidare dal cammino di Hetty Illesum, giovane ebrea cresciuta ad Amsterdam i cui Diari e lettere, scoperti piuttosto recentemente, hanno riempito il mondo di stupore. Un percorso umano, nel dialogo continuo con Dio. Morta ad Auschwitz a 29 anni, una famiglia di geni, una ragazza che abbracciò il destino con consapevolezza e una letizia impensabile.

«Quando una notte, sdraiata sul mio pagliericcio, tra donne e ragazze che russavano, parlavano nel sogno, piangevano in silenzio e si giravano e rigiravano nel giaciglio, che spesso dicevano durante il giorno: “Non vogliamo pensare, non vogliamo sentire niente, altrimenti impazziremmo”, spesso mi sono commossa profondamente. Ero sveglia e ho lasciato che mi passassero nella mente e nel pensiero le vicende, le fin troppe impressioni di una giornata troppo lunga: “Lasciatemi allora essere il cuore pensante di questa baracca”. Voglio esserlo di nuovo. Voglio essere il cuore pensante di un intero campo di concentramento».

Biografia Ingeborg Waldherr
Ingeborg Waldherr è una regista teatrale laureata e ha realizzato per i diari di Etty Hillesum una messa in scena come un moderno teatro musicale a Stoccarda. Altro sotto www.ingeborgwaldherr.de Il musicista Dimitris Pekas è laureato all’Università di Musica di Friburgo e accompagna non solo come violoncellista i testi, ma fornisce una propria elaborazione sotto forma di suono, improvvisazione e citazioni musicali per una speciale combinazione di parole e musica e approfondimento sostanziale.
Biografia Etty Hillesum
Etty Hillesum era una studentessa ebrea olandese di studi slavi e di psicologia, che, dopo la sua deportazione, fu uccisa nel 1943 ad Auschwitz. Negli anni 1941 – 1943 furono scritti i suoi diari in cui diventa visibile il percorso di un impressionante testimone dei tempi, che non si rassegna all’incredibile disumanizzazione e si spezza, ma trova la vera solidarietà con la gente, con l’uomo. Contrasta l’odio politicamente prescritto con l’accettazione – incomparabilmente coerente – del suo destino e con la testimonianza della vita nel senso dell’amore universale. Al di là dei riferimenti storici, la testimonianza di Etty Hillesum mette in discussione le basi del nostro modo di pensare e dei motivi della nostra azione politica e sociale ed è rilevante oggi come lo era allora.

Vorrei trovarmi in tutti i campi che sono sparsi per tutta l’Europa. Vorrei essere su tutti i fronti. Io non voglio per così dire “stare al sicuro”.
Voglio esserci, voglio che ci sia un po’ di fratellanza tra tutti questi cosiddetti “nemici”.
(Ingeborg Waldherr)

VERSIONE IN TEDESCO

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