Ciclo di incontri
Il desiderio e l’uomo contemporaneo. Confronti
“Avete visto sorgere un mondo dopo Gesù senza Gesù, Siete i primi dei moderni” (C. Péguy)

Perchè si è detto che Dio era morto

Se c’è un dato evidente nella vita delle nostre società è quello della perdita del gusto del vivere. E che non fossimo in un sistema perfetto –e che nessun sistema lo sia- lo ha drammaticamente documentato la crisi.
Essa è soprattutto antropologica, tanto che il rapporto CENSIS 2010 ha individuato la natura della crisi in un «calo del desiderio» che si manifesta in ogni aspetto della vita.
La crisi riguarda la concezione stessa della persona. Quando smettiamo di desiderare all’altezza della nostra umanità e si è atrofizzati, assopiti, si va dietro a ogni idolo. La lettura dei bisogni è trasformata, vince la suggestione del potere più convincente (sia di opposizione che di ‘governo’).
Abbiamo voluto dei “Confronti” con persone che nella stessa situazione hanno cominciato a vivere i bisogni secondo la verità che hanno incontrato, a vivere una riscossa dell’umano così mortificato nelle sue dimensioni che l’emarginazione di Cristo dalla vita ha così mortificato nei nostri Paesi.
Per vedere cosa vuol dire essere “i primi dei moderni”, come 100 anni fa diceva Peguy.

Con

Olivier Rey, filosofo, Université Paris Sorbonne

Introduce

Stefano Alberto, docente di Introduzione alla Teologia, Università Cattolica di Milano

 

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Lunedì 1 giungo 2020 h. 21.00

“L’involontaria rivolta dell’uomo consapevole della propria fragilità”
nei 50 anni dalla morte (1 giugno 1970)

Clicca qui per vedere il video

uno straordinario dialogo con alcuni poeti e critici letterari

Nicola Bultrini
, poeta e scrittore, Roma
Giuseppe Conte, poeta e scrittore, Sanremo
Roberto Galaverni, de “La Lettura” del Corriere della Sera, Berlino
Francesco Napoli, Mondadori, Milano
con letture dell’attrice Laura Piazza
e spezzoni del docufilm Rai di Gabrella Sica “Vita di un uomo”