MIGRAZIONI E CITTADINANZA A MILANO
Ciclo di incontri a cura di Giorgio Paolucci
Programma

indexGiovedì 14 aprile 2016
ore 18,00 (ritrovo ore 17,45)
presso Sala della Passione – Pinacoteca di Brera, via Brera, 28

L’ARTE LUOGO DI DIALOGO E IDENTITA’

Incontro con il Progetto
“Brera, un’altra storia. Percorsi interculturali nel museo”

Intervengono

Paola Strada, servizi educativi ed eventi, Brera
Grazia Massone, storica dell’arte
Visita alle opere e dialogo con i mediatori culturali
Dudù Kouate, del Senegal
Connie Castro, Filippine

In collaborazione con la Pinacoteca di Brera e insieme ad alcuni mediatori culturali di diversi Paesi, vivremo l’esperienza dell’arte come luogo di dialogo e identità, incontrando i promotori del progetto “Brera, un’altra storia” e facendolo sperimentare a cittadini di varie comunità etniche.

La vera domanda di questi tempi è: “come è possibile incontrarsi tra diversi e c’è qualcosa che ci accomuna e che è più forte delle differenze”?

La Pinacoteca di Brera interpretata da mediatori museali di origine immigrata, un progetto di valorizzazione delle collezioni di un museo in chiave interculturale”

L’incontro prosegue il ciclo “l’altro è un bene” promosso dal Centro Culturale di Milano in collaborazione con varie realtà culturali e sociali della città per proporre un approccio umano al tema dell’immigrazione

Ingresso gratuito alla Pinacoteca – Donazione per la visita guidata

 

 

Con il sostegno di:
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In collaborazione con:unnamed

 

 


La polveriera del Medio Oriente e l’emergenza profughi, il flagello dell’Isis, gli attentati a Parigi, Beirut, Tunisi, San Bernardino. Echi di quella che Papa Francesco chiama “guerra mondiale a pezzi”. In un mondo sempre più globalizzato non c’è niente che possa essere considerato come “lontano”.

Il confronto con l’altro è ormai un tema ineludibile, ma di fronte al quale prevalgono lo smarrimento e la paura. E per fare i conti con questi stati d’animo non possono bastare le analisi degli esperti, le promesse dei politici o le garanzie di maggiori controlli per garantire più sicurezza.

Occorre qualcosa di certo su cui fondare l’esistenza, qualcosa che aiuti la vita a ritrovare una direzione di marcia. Occorre guardare a chi costruisce spazi di socialità nuova, luoghi dove le diverse identità si incontrano e si esprimono, a partire dalla convinzione che per ogni uomo il rapporto con l’altro è una dimensione costitutiva. Altrimenti sarà difficile uscire dalla crisi in cui ci troviamo, nei rapporti umani, sociali e politici.

Uno slogan efficace potrebbe essere: prima della diversità c’è una comunanza.
La comunanza è quella che deriva dall’esistenza delle evidenze ed esigenze originarie di cui è fatto il cuore dell’uomo.
E’ ciò che ricorda Papa Francesco quando parla di “cultura dell’incontro”. Come ha è scritto nel libro “La bellezza disarmata” di Julian Carron: “Il rapporto con l’altro è una dimensione antropologica costitutiva. Senza recuperare l’esperienza elementare che l’altro non è una minaccia, ma un bene per la realizzazione del nostro io, sará difficile uscire dalla crisi in cui ci troviamo, nei rapporti umani, sociali e politici. Da qui deriva l’urgenza che l’Europa (l’Italia) sia lo spazio in cui si possano incontrare i diversi soggetti, ciascuno con la propria identità, per aiutarsi a camminare al destino di felicità a cui tutti aneliamo“.

Per questo il Centro Culturale di Milano a partire dal mese di gennaio propone un ciclo di incontri che vogliono valorizzare realtà che si muovono in questa prospettiva, persone e opere dove fiorisce l’umano come bene per tutti.
Con queste iniziative il Centro Culturale di Milano si ripropone come luogo in cui soggetti diversi, ciascuno con la propria identità, possano incontrarsi e aiutarsi a camminare verso il destino di felicità a cui tutti aneliamo.

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