Gian Battista Caracciolo, Battistello, collezione privata Venezia

“Cara beltà che amore
lunge m’inspiri o nascondendo il viso
o ne’ campi ove splenda
più vago il giorno e di natura il riso
Se dell’eterne idee

l’una sei tu, cui di sensibil forma
sdegni l’eterno senno esser vestita, …
di qua dove son gli anni infausti e brevi,
questo d’ignoto amante inno ricevi”

Giacomo Leopardi

 

Anche se l’annuncio si era instaurato sulla loro
realtà umana di pastori che, attraverso la lettura
semplice dei profeti, aspiravano a qualche cosa;
anche se la Madonna viveva di questa meditazione;
anche se i Magi vivevano di questa attesa,
ciò che era accaduto si palesava loro come
qualcosa che bruciava anche la coscienza dell’attesa,
che in primo luogo non era risposta all’attesa,
ma era una presenza invadente […]

Davanti al bambino, quel bambino era loro stessi,
era la loro identità, la loro certezza, la loro pienezza,
e non ricordavano più quel che era stato prima.
Non ricordavano più, davanti a quel bambino,
neanche le loro aspirazioni,
non ragionavano più neanche su quelle,
perché era quel bambino che dettava oramai tutto.

Luigi Giussani

 

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