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“L’intenso desiderio che adesso ti infiamma e ti spinge,
ovvero di sapere cos’è quello che vedi, mi piace tanto più quanto più esso ti riempie”

Ciclo per 700° anniversario Dantesco

Ciclo di incontri coordinati da Uberto Motta

Per il pubblico: scrivi le tue domande ed osservazioni agli ospiti durante la diretta al 335 766 22 67


Lunedì 22 marzo 2021 h. 18.00
In cammino: esilio e profezia nella commedia
GIUSEPPE LEDDA, Università di Bologna

 

 

 


Per studenti e per tutti. Con alcuni dei più significativi docenti, di grande capacità divulgativa e fama internazionale. Un percorso di tre tappe su temi cruciali per il nostro vivere oggi.

Nel settecentesimo anniversario della morte di Dante, questo ciclo di conversazioni intende proporre all’attenzione dell’uomo di oggi i temi, gli snodi esperienziali e intellettuali che l’autore medioevale ha collocato al centro della sua opera, facendone risaltare, al tempo stesso, l’inattualità e la stringente pertinenza.

Il percorso dantesco, nel suo svolgimento dalla giovanile Vita nuova fino agli ultimi canti della Commedia, si sviluppa affidando alla parola letteraria una missione terapeutica e salvifica che, lungo i secoli, non ha perduto valore, e merita perciò di essere interpellata alla luce delle esigenze e delle incertezze della nostra epoca.

«Questo tuo grido farà come vento», preannuncia a Dante stesso l’antenato Cacciaguida, nel canto XVII del Paradiso. Il grido, secondo il modello biblico, è l’attributo del profeta, chiamato alla denuncia del male per promuovere il rinnovamento e la conversione di ogni individuo, e della società, nel presente e nel futuro. In questa prospettiva, come già notava Gianfranco Contini, Dante è contemporaneo di tutti gli uomini a venire, poiché la sua poesia traccia orizzonti di fallimento e di riscatto che ciascuno può verificare sulla propria pelle.

L’incontro e il dialogo con due studiosi di fama internazionale, assistiti da una non comune capacità divulgativa, e con un noto poeta contemporaneo, sempre attento alla meditazione sulla lezione dantesca, permetterà di mettere a fuoco simile dialettica, che concerne il cuore stesso del fatto artistico e letterario. Se Dante scrive, come egli dichiara, «in pro del mondo che mal vive» (Purg. XXXII), qual è la natura di questo male, e quali sono le soluzioni da lui indicate per arginarlo e superarlo?

La poesia di Dante tocca temi e questioni (dall’amore alla passione politica, dal desiderio di conoscenza al libero arbitrio) che riguardano il senso stesso del vivere, inquadrandoli sempre tra due estremi: l’esilio e lo smarrimento da un lato, quale orizzonte specifico e permanente della condizione terrena, e la consapevolezza di una patria finale, come dimensione del compimento. I tre incontri di questo ciclo permetteranno di meglio comprendere alcuni dei contenuti specifici del percorso dantesco, interagendo con i lettori e le lettrici di oggi provocando la libertà ad interrogarsi intorno all’attualità della sua testimonianza.

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