qui alcuni testi inediti sulla poesia, sulla città, sul lavoro, sulla esperienza della coscienza di sè e il potere e la Video Intervista inedita di 38 minuti

Franco Loi è stato una presenza nella città, cantore della libertà e dell’esperienza dell’io, della voce che parla in noi

che sa distinguere il potere che vuole ridurre la coscienza di sè.

E’ stata una presenza nella città, discreta, lontana dalle mosse istituzionali e celebrative di Milano, ma vicino, dentro la vita di tanti, di tantissimi giovani. Uno sempre fedele ai rapporti, anche antichi, in attesa, con la discrezione che si rinnovassero. Nella lunga frequentazione che ho avuto la fortuna di avere con lui, attraverso il Centro Culturale di Milano, mi era sempre evidente che gli incontri, le cose, le vie della città, gli eventi umani e urbani piccoli e grandi, precisamente da lui individuati e motivati, erano immediatamente percepiti da lui come una umanità che si svolge e che prende posizione nel mondo. Presenza perché vedeva e quindi sapeva, pur nella grande discrezione, quale era il motivo del tuo agire, la tua vera moralità, anche di quelli da cui riceveva lodi e premi. Non quella superficiale della onestà, da autentico ex comunista  –ben presto da giovane si staccò per ipocrisia della ideologia che tutto giustifica- sapeva che quel che resta e si vede è il motivo ultimo della tua vita, della tua azione, del tuo parlare: la tua umanità.


Spettacolo Voltess du l’Angel di Franco Loi, Triennale CMC,
con Umberto Fiori e Tommaso Leddi – Mostra di G. Chiaramonte Cerchi della città di mezzo, 02/03/2000
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