giovedì 5 marzo 2020 ore 20,45

Incontro di presentazione del libro “Abita la terra e vivi la fede”
di mons. Massimo Camisasca, ed. Piemme

dialogo con
mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano
Marina Terragni, giornalista, blogger e scrittrice
Stefano Zamagni, Presidente Pontifica Accademia Scienze sociali
mons. Massimo Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla

coordina
Riccardo Bonacina, giornalista, direttore di VITA

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Abita la terra e vivi con fede»: il breve e poetico versetto del salmo 37 che dà il titolo a questo libro racchiude un progetto di vita per tutti.

Siamo in un’epoca segnata dal disorientamento, dai timori suscitati dall’incertezza economica e lavorativa, dalla preoccupazione per le catastrofi ecologiche. Un periodo di crisi, che potrebbe apparire come una corsa verso la distruzione, ma che Massimo Camisasca ci invita invece a leggere come l’occasione per un nuovo slancio umanistico che impegni in primo luogo i credenti, ovvero coloro che sono capaci di sperare, e quindi di operare.

L’incontro milanese con la presenza dell’Arcivescovo Delpini, ci consente di approfondire e collegarci con le analoghe prospettive e preoccupazioni espresse dall’Arcivescovo di Milano in recenti e diversi interventi sul nostro vivere nella società, come il Discorso di S. Ambrogio e i due discorsi al Consiglio Comunale di Milano e a quello Regionale, dove non sono rimasti velati riferimenti a situazioni concrete sulle quali la politica e l’impegno educativo e associativo devono attestarsi.

Nelle sue riflessioni, il vescovo Camisasca affronta le sfide più impegnative che toccano i singoli e le comunità:

l’esperienza della fragilità e della malattia; le difficoltà dell’educare; la disumanizzazione del lavoro, asservito al profitto e al consumo; la povertà della proposta politica; l’accoglienza e l’integrazione dei migranti; il rapporto dell’uomo con l’ambiente; la situazione della famiglia e la figura della donna. E mostra come soltanto aprendo il cuore alla trascendenza, a Dio che è Padre di tutti, è possibile costruire una città per l’uomo. Perché, come ricorda Stefano Zamagni nella prefazione, un’economia efficiente ma non fraterna, una società civile pluralista ma non fraterna, una politica democratica ma non fraterna non sono capaci di soddisfare quel bisogno di felicità che sola può dare senso e bellezza ai nostri giorni.

Il libro che il lettore ha per mano è un bell’esempio di lavoro intellettuale nel senso attribuito a questa espressione dal cardinale. John Newman, ora santo. Con rara maestria, Massimo Camisasca è riuscito a trattare una pluralità di prospettive

(Stefano Zamagni, Prefazione)

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