pontiggia2Giuseppe Pontiggia è stato un grande amico del Centro. Ci accompagnò nei primi passi, negli anni ’90, ad entrare in quel rapporto tra scrittura e vita. Ci aiutò a fare l’Officina del Racconto divenuta poi la Scuola Flannery O’Connor, di cui è stato uno dei sostenitori.
Dobbiamo ringraziarlo, perché è raro che in un incontro un uomo si metta con tanta semplicità a nudo. C’è un dono che ha permesso questo, che sta nell’insofferenza per il ‘discorso’, per l’erudito che non ascolta la vita, che sta nell’esigenza primordiale della cultura.
Giuseppe ha parlato di letteratura facendola, e non significa necessariamente scrivere i tanti libri che ha scritto, significa invece fare ciò che fa un insegnante a scuola, aiutare le persone ad incontrare la concretezza
di un testo, magari facendoglielo leggere.

Testo Incontro : Riconoscere Dante “Desiderio e conoscenza” il Canto XXVI dell’Inferno –
con G. Pontiggia e L. Doninelli

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