IL PUNTO DI PARTENZA – Ciclo di incontri

In un mondo in movimento, instabili come su una tavola surf, ma per di più su un mare che gira su stesso, c’è un punto della nostra umanità, una povera voce che indica, però, il bisogno vero con un accento inconfondibile.
Di che cosa si tratta?
Le parole sono suoni per coloro che non si impegnano, sono il nome di esperienze per chi le vive” (don Luigi Giussani).
Nell’esperienza c’è come una “stranezza” un punto di partenza che delinea il volto della nostra umanità. Abbiamo cercato dei dialoghi con persone incontrabili, impegnate nel mondo della comunicazione, dell’arte, dell’informazione, della educazione, che danno voce alle evidenze ed esigenze del cuore. Con cui fare comunità.

Da ottobre 2022 ad aprile 2023  al CMC dialogheremo con Eshkol Nevo, Francesca Mannocchi, Tomáš Halík, Fabrice Hadjadj, Luigi Maria Epicoco e Daniele Mencarelli

 

Eshkol Nevo

Narratore israeliano di fama internazionale, classe 1971. La notorietà nel 2004 con il romanzo Nostalgia. Ultimo apparso per Neri Pozza Le vie dell’Eden. Tra gli altri Tre piani, che ha ispirato l’omonimo film di Nanni Moretti, e La Simmetria dei desideri.

Francesca Mannocchi

Giornalista e reporter, collabora con la Stampa e altre testate. Apprezzata per il suo coraggio verso la verità e il suo racconto appassionato della complessità, si è messa ulteriormente in luce per i reportage dall’Ucraina. Ha scritto diversi libri tra cui Porti ciascuno la sua colpa-Cronaca dalle guerre dei nostri tempi e Bianco è il colore del danno, un romanzo autobiografico.

Tomáš Halík

Filosofo e teologo. Grande amico e ispiratore di Vaclav Havel, dissidente Ceco autore de Il potere dei senza potere, due volte Presidente della Cecoslovacchia e poi della Repubblica Ceca. Sacerdote negli anni del regime comunista fu costretto a vivere come Chiesa sotterranea, facendo il lavavetri. Classe 1948 insegna Filosofia all’Università di Praga. Autori di diversi libri per Vita e Pensiero (Università Cattolica di Milano), ha tenuto lo scorso mese gli Esercizi a Roma per i circa 200 neo Vescovi del mondo.

Fabrice Hadjadj

Noto filosofo, narrator, poeta e drammaturgo francese. Nanterre 1971, figlio di genitori di origine ebraica tunisina, maoisti, attivisti rivoluzionari nel maggio francese, in gioventù Hadjadj è stato ateo e anarchico. Nel 2022 Premio Cultura cattolica di Bassano del Grappa. Autore di diversi libri tradotti in Italia, tra cui Che cos’è la verità, Il paradiso alla porta, Resurrezione, Istruzioni per l’uso

Luigi Maria Epicoco

Filosofo, docente e sacerdote, classe 1980, presente e seguitissimo sui Social, autore del recente best seller La scelta di Enea. Insegna alla Università Lateranense, ricopre diverse responsabilità nel campo teologico e dell’educazione. Nel giugno 2021 è nominato assistente ecclesiastico del Dicastero per la comunicazione del Vaticano ed editorialista dell’Osservatore Romano.

Daniele Mencarelli

Narratore e poeta, classe 1974. Esordisce in poesia sulla rivista clanDestino, partecipa a letture poetiche al CMC. Finalista del Premio Strega e Vincitore dello Strega Giovani del 2021 con Tutto chiede salvezza. Nel 2018 la grande notorietà e affetto dei lettori con La casa degli sguardi. Nel 2022 vince il Premio Ennio Flaiano narrativa. Nel 2021 pubblica Sempre tornare che conclude questa trilogia. Sulla piattaforma Netflix Italia sta uscendo la Serie tratta dal suo libro Tutto chiede salvezza.

Eshkol Nevo  Martedì 18 Ottobre 2022 ( Il destino del desiderio  )

Fabrice Hadjadj   Lunedì 21 Novembre 2022 ( Solitudine e comunità. La vita e i “metaversi”)

Tomas Halik  Martedì 29 Novembre 2022

Luigi Maria Epicoco e Daniele Mencarelli   Giovedì 26 Gennaio 2023

Padre Mauro Lepori, dialogo con Mattia Ferraresi

“Per natura un bambino riesce ad acquistare la propria identità nel rapporto col tu dei genitori innanzitutto, poi magari viene il momento in cui pensa che di quel tu non ha più bisogno, come se il riferimento al tu dell’altro fosse solo in funzione di una scoperta di sé, in cui poi il tu non ha più un ruolo.

Poi penso venga il tempo dell’innamoramento, in cui il tu di un’altra o di un altro diventa assolutamente dirompente e allora si pensa che quel tu sia tutto e che il nostro io sia tutto per quel tu.

Anche questa fase giunge a un punto di esaurimento, però, e penso che a quel punto la prospettiva di San Benedetto, quella cristiana della comunità, ci aiuti a capire che c’è una scoperta del tu dell’altro che io non posso controllare. Un rapporto col tu che mi costituisce proprio per il fatto che non è nelle mie mani, non è nelle mani dei miei sentimenti, in quelle di ciò che io faccio, della mia coerenza o di quello che l’altro è per me.

Questa è l’esperienza che San Benedetto fa fare nella comunità e che la vita cristiana, la Chiesa, ci fanno fare nella vita in comunità: si scopre il cuore dell’altro là dove lo si riscopre come mistero che appartiene a Dio. Un mistero ferito come il cuore di Cristo.

Solo accettando questo mistero del cuore dell’altro il tu può condurre lontano e diventare una strada, non solo verso sé stessi o gli altri, ma verso Dio, cioè ciò che ci costituisce e ci dona il tu dell’altro. Questa è maturità, cioè è a questo punto, quando veramente l’altro lo scopro e soffro – e mi scopro e soffro – come qualcosa che non possiedo, ma che è un dono che supera il mio cuore e la mia capacità di amare, solo allora l’altro diventa una strada infinita, che non siamo più noi a fare perché penetra nel Mistero”

(padre Mauro Lepori, Abate generale dei Cistercensi, da Dialogo di Mattia Ferraresi con Padre Mauro Lepori, Festival “Andiamo al largo” 2019/CMC)