IL VINO NUOVO

Numero 91
05 giugno 2026

Ma questo è un tempo per il vino nuovo? C’è sempre il tempo per il vino nuovo. Perché così è la vita. L’evangelista Matteo (9:17) recita: «Non si mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti, gli otri si rompono, e il vino nuovo si versa per terra e gli otri si perdono; ma si mette vino nuovo in otri nuovi, ed entrambi si conservano».
In questo versetto vi è il richiamo all’uomo a perseguire il cambiamento attraverso la fedeltà a Cristo, origine del cambiamento. Così si può assaporare il vino nuovo. Gustarne a pieno l’esperienza. È certo vino nuovo la prima enciclica di papa Leone XIV: Magnifica humanitas. Un testo profondo, attualissimo, che nello stare davanti al fenomeno dell’intelligenza artificiale, sprona l’uomo a un ripensamento profondo di sé, un cambiamento, nella stagione del cambiamento d’epoca, per ritrovarsi. Un’enciclica sociale dalla parte dell’umano. Un testo sorprendente. Che parla a tutti. Da leggere e rileggere (approfondimento di Enzo Manes).
L’Editoriale, a proposito di vino nuovo, parla del nuovo saggio del filosofo Byung – Chul Han: Parlare di Dio (edito da Nottetempo). Le pagine raccontano di un dialogo fra l’autore e la grande pensatrice e teologa francese Simone Weil. Una conversazione immaginaria, eppure efficacissima, sui temi più sensibili della riflessione weiliana, molto provocanti per il presente che stiamo vivendo. Un presente dove l’uomo è messo in discussione da più parti. Specie dai profeti del transumanesimo e post umanesimo. E ancora: anche durante e dentro la guerra si può fare l’esperienza del vino nuovo. Che, ad esempio, fluisce nella storia dell’associazione bresciana chiamata La Speranza. Una storia di solidarietà. La fondatrice e presidente Amal Baghdadi racconta a Nicola Varcasia perché e come è nata questa realtà che spedisce in Libano medicinali che in quella terra non si trovano. È la risposta a un’urgenza che si fa sempre più urgente. Il professor Luca Pesenti, nel suo documentato intervento, spiega lo stato di salute del Terzo Settore in Italia a dieci anni dalla riforma. Un’analisi a tutto campo che mette in luce le positività e le criticità che permangono. Dunque, una sfida a sciogliere i nodi che resistono. Per far sgorgare, ancor più copioso, vino nuovo. E quanti nodi attorcigliano la vita del grande regista spagnolo Pedro Almódovar. Lui stesso lo racconta nel suo ultimo film presentato al recente Festival di Cannes. Amarga Navidad, in questi giorni è nelle sale cinematografiche, il critico di cinema Beppe Musicco scrive le ragioni per cui vale la pena andarlo a vedere. Un’opera sincera realizzata con il gusto estetico che ha caratterizzato il percorso professionale del geniale cineasta spagnolo. E, per continuare a dire di gusto e di vino nuovo, il podcast di questo numero è un ricordo di Carlin Petrini scomparso nel mese di maggio di quest’anno. Un uomo della terra che ha recuperato la cultura del cibo, della comunità e dell’alimentazione responsabile in una visione di prospettiva, effettivamente umana perché rispettosa del pianeta, ricevuto per custodirlo. Qui la sua voce “decanta” l’enciclica di papa Francesco durante la prima presentazione pubblica al CMC, la Laudato Sì. Il Santo gli fu amico, diede a Carlin il compito di scrivere la prefazione. In otri nuovi c’è il vino nuovo. Vero?
Buona lettura e buon ascolto

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