L’ANTIDOTO

©Letizia Fornasieri – Paesaggio 2025 – @lafornasieri

Numero 80
12 dicembre 2025

L’amore è l’antidoto più efficace per rintracciare nel presente qualcosa di radicalmente diverso dal male che il mondo si sta facendo. E già conoscere in profondità i fatti per comprenderli significa camminare con un passo diverso. Perché si tira in mezzo l’amore? Perché quello è il punto che mette in crisi logiche impositive, mentalità guerresca, sospetto sempre e comunque verso l’altro. Ecco allora che è di straordinaria attualità la domanda che Gesù rivolge al discepolo Simone, che sarà Pietro, l’iniziatore della Chiesa: «Simone, mi ami tu?». La sua risposta affermativa, ripetuta per ben tre volte, apre alla rivoluzione scandita dall’amore. La convivenza, dalla più piccola a quella delle relazioni fra Stati, se avesse come perno l’esperienza dell’amore, allora le cose prenderebbero una piega diversa. L’editoriale di questo numero prova a interrogarsi e a ragionare proprio a partire dalla domanda di Gesù a Simone. Quel Simon Pietro che adesso affascina anche l’attore e regista Roberto Benigni; quel Simon Pietro “incontrato”, nel 2015, da padre Mauro Lepori attraverso le pagine di un suo libro, affascinante perché ha voluto immedesimarsi con colui che diverrà il capo della Chiesa.
E sempre sulla china dell’antidoto efficace per contrastare la devastante epoca che viviamo, ecco le storiche parole di pace di papa Paolo VI pronunciate davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite. Esattamente sessant’anni fa. L’articolo di Enzo Manes pone all’attenzione alcuni dei passaggi chiave di quella magistrale lezione di vita. E perciò d’amore. Mentre il professor Adriano Dell’Asta, storica figura di Russia Cristiana, incalzato da Nicola Varcasia, si occupa e si preoccupa dell’attacco propagandistico dei potenti di turno alla verità. Gli effetti nefasti che questo metodo produce in Oriente come in Occidente. Tuttavia, rifacendosi all’ultimo viaggio di papa Leone XIV in Turchia e Libano, Dell’Asta riconosce che solo riprendendo confidenza con il dialogo, può ripartire il rapporto tra Oriente e Occidente.
La questione tocca il senso profondo del nostro stare al mondo e quindi l’importanza di recuperare una dimensione umana del significato di presenza, ecco allora che l’argomento spinoso e affascinante alimenta la conversazione con l’antropologo e sociologo francese David Le Breton realizzata da Marco Dotti. Mentre, Gianfranco Fabi affronta il delicatissimo tema delle conseguenze che sta producendo l’inverno demografico e, soprattutto, l’effetto che tale deficit avrà in un futuro non certo lontano. E, infine, Lorenzo Buggio si occupa di scrivere del suo personalissimo calendario dell’Avvento. Invita, perciò, ad aprire con lui le 12 caselline dove, ciascuna, contiene riferimenti a Milano, all’arte, alla cultura in generale. Un calendario che è pensiero. Un calendario dell’Avvento che è un bell’antidoto. Buon Natale!   

Buona lettura

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