LUCE CONTEMPORANEA
Numero 92
19 giugno 2026
La storia della Sagrada Família è la storia di una cattedrale che è luce.
Antoni Gaudì che l’ha pensata, ha avuto come punto di partenza di quella magnificenza, proprio la luce. Con la visita a tale bellezza – in occasione dell’inaugurazione della Torre di Cristo –papa Leone XV ha inteso insistere sul preciso significato che comunica l’opera: raccordare il mondo con l’ordine del creato. Una luce che illumina anche dentro le tenebre che oggi provano, non riuscendovi, a soffocarla (Editoriale). Il grande attore spagnolo Antonio Banderas, davanti al Papa, nella sua testimonianza è ricorso a parole di luce per dire della sua affezione alla fede vissuta, alla Chiesa portatrice di bellezza. (da leggere il commento di Alessandro Banfi ad un fatto così sorprendente). Marco Dotti torna con forza a ragionare sull’intelligenza artificiale, una frontiera, una tentazione prometeica o un banco di prova dell’umano, recenti fatti mondali per riprendere l’enciclica Magnifica Humanitas (a proposito di luce). Pochi giorni fa è morta la filosofa e femminista storicadi Milano Luisa Muraro. Una donna appassionata dell’umano, fondatrice della Libreria delle Donne, un’intellettuale vera che avversava i conformismi di qualsiasi natura e anche un certo femminismo ideologico, curiosa dell’esperienza del Centro Culturale di Milano. Flora Crescini – che è stata per un tragitto di vita sua amica – ha voluto tracciare in questo numero di .CON un ricordo personale che indica quali sorprese può ancora riservare il metodo dell’incontro in una stagione della storia dove la logica della polarizzazione la fa da padrona.
Conoscenza per far luce: vicende del passato lontano per capire anche quei diffusi corto circuiti della ragione che ottenebrano il nostro presente. Lo si può cogliere dalla lettura del saggio (per i tipi Sellerio) di Marco Meschini dedicato al fenomeno delle crociate e al riverbero positivo (questione “silenziata”) che esse hanno avuto sulla vita culturale dell’Europa. Ne parla Roberto Persico.
E a chiudere l’appuntamento mensile con le parole del giovane psicologo, insegnante e fotografo Lorenzo Buggio. Questa volta sul tema del correre, e non nel senso di muovere le gambe di corsa magari in un bel parco, bensì del correre sempre più veloce per stare al passo con i ritmi imposti. Una corsa che può essere a vuoto con l’effetto di non farci più vedere quel che c’è e conta per davvero. Tornare a vedere gli altri e le cose sotto una luce diversa. Ah, riecco qui la luce. La luce che non si spegne mai. Nei secoli dei secoli. Buona lettura. E buona visione con le efficacissime illustrazioni di Francesca Beatrice Sedini