C’È UN LIMITE

© Trent Park

Numero 88
24 aprile 2026

Alla ricerca del limite umano. Perché, per come stanno andando le cose, lo si è perso un po’ troppo di vista.
Nell’editoriale si prova a ragionare sulle cause di questa pericolosa… svista.
Una svista che ai massimi livelli, ovvero nelle stanze dei bottoni, ha che fare con il delirio di onnipotenza, con l’abuso dei poteri, con l’utilizzo strumentale e violento della religione. Dio ridotto a immagine e somiglianza dell’uomo. E questa non può mai essere una cosa buona e giusta, come ricorda con preoccupazione papa Leone XIV. La storia non ha insegnato nulla? Già, gli insegnamenti.
Doveroso un approfondimento sull’Ungheria, dopo il voto che ha decretato la clamorosa sconfitta di Orban, un altro personaggio che va poco d’accordo con la ragionevolezza del limite. Abbiamo raccolto il pensiero di due voci libere, due intellettuali, un giornalista e scrittore e un importante uomo di cultura impegnato con l’arte contemporanea: András Banó e Lóránd Hegyi. Dicono che l’Ungheria è attesa a sfide impegnative. Prima di fra tutte: tornare a pensarsi come Europa ancorata all’Occidente. Un altro tipo che non scherza affatto con il mettere in disparte il limite è Alexander Karp, il partner nella società Palantir fondata con il “profeta di sventura” Peter Thiel. Nell’articolo approfondito di Marco Dotti si racconta di un ambizioso programma legato al connubio tra la punta avanzata della tecnologia come controllo e afflati religiosi nelle modalità più colorite e improbabili: ovvero, costruire la repubblica tecnologica come novità virtuosa rispetto all’ormai vetusto modello della democrazia. Negli Usa sembra proprio che ci si stia portando avanti con il lavoro… Per una certa alba che si annuncia problematica ecco invece il tramonto di una realtà, anzi per certi versi la realtà per eccellenza della finanza italiana: Mediobanca.
Questo declino proprio nel suo ottantesimo compleanno. Gianfranco Fabi, per dirne dell’assoluta rilevanza, riprende alcune tappe del cammino dell’istituto con le radici, tentacolari, milanesi. E si capiscono molte cose.
Come si capisce che vi è tutta la differenza del mondo tra l’autorità e l’autoritarismo. E anche qui c’entra non poco la vicenda spinosa del limite. Con esempi concreti, Lorenzo Buggio affronta il tema di un presente dove impera (impera non a caso!) l’autoaffermazione, o come spiega Lacan, l’io – crazia. Così facendo i rapporti, le relazioni sviliscono. L’altro da sé perde di significato, ridotto a incidente di percorso. Con quel che ne consegue. Tuttavia, occorre comprendere perché queste visioni non possono fare bene all’uomo. E perciò fare del bene. Ecco allora un intervento di grande respiro. Quello di monsignor Lorenzo Albacete, figura di spicco del cattolicesimo statunitense (è stato autorevole commentatore sulle maggiori testate laiche degli Usa).  Che, in un incontro del 2006, promosso dal Centro Culturale di Milano, ha ripreso la verità e la bellezza contenuta nella prima enciclica di Benedetto XVI: Deus caritas est. Lo proponiamo oggi, a vent’anni dall’uscita del prezioso documento. Si tratta di un’enciclica che parla dell’amore. Visti i tempi, una riflessione di cui tener conto. Viene da dire, necessaria. Questa sì che è una cosa buona e giusta da fare.   Buona lettura. E buona visione con le efficacissime illustrazioni di Francesca Beatrice Sedini

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