SENZA DUBBIO
Numero 89
8 maggio 2026
Oggi è la Chiesa che difende la democrazia dagli attacchi del mondo?
Questa domanda potrebbe sembrare una provocazione. Invece, alla prova dei fatti, le cose stanno così. Alessandro Banfi lo motiva anche attraverso alcuni discorsi che hanno scandito il primo anno di pontificato di papa Leone XIV. Come non ci sono dubbi che dalle parti della Silicon Valley le big tech sono al lavoro per alzare la sfida insidiosa dell’intelligenza artificiale all’umano. Ultimo capitolo di un libro che ormai si aggiorna di continuo: in questo numero di.CON si scrive dl corteggiamento interessato di Anthropic verso la Chiesa di Roma. Marco Dotti entra nel merito di questa operazione che presenta molte ombre e preoccupazioni. Come preoccupa quel che sta diventando oggi Israele, un Paese che sta mostrando una maschera più che un volto, una realtà profondamente divisa al proprio interno e ormai divenuta quasi irriconoscibile a sé stessa. Un reportage di Andrea Avveduto racconta e offre una fotografia ragionata delle evidenti asperità, del conflitto eretto a normalità. Una trasformazione che nuoce gravemente alla storia di quella che è stata e forse lo è ancora l’unica democrazia in Medio Oriente. Ed eccoci a un film che mette in crisi luoghi comuni e posizioni arroccate: una storia dove i protagonisti sono il grande cantastorie statunitense Johnny Cash e il presidente degli Usa Richard Nixon. Siamo ai tempi della guerra nel Vietnam e delle quotidiane contestazioni verso le scelte della Casa Bianca. In quel contesto arroventato va in scena un incontro tra quelle due personalità che più diverse e lontane tra loro non potrebbero essere. Siamo alle prese con un metodo che andrebbe ripescato in questo presente dove prevale la litania del disprezzo per l’altro, in base a certezze che denunciano una crisi strutturale della persona. Angelo Stefano Ragazzini con Filippo Berducci recensisce il film disponibile sulla piattaforma Netflix. Senza dubbio da vedere. Come, senza alcun dubbio, merita la lettura o la rilettura del romanzo Il Castello di Franz Kafka, uscito esattamente cento anni fa grazie all’amico e biografo ufficiale Max Brod che non tenne conto della volontà dello scrittore boemo che voleva andasse bruciato il manoscritto. L’opera incompiuta conserva un grandissimo fascino per originalità e temi che fanno emergere quella nebbia avvolgente del potere indistinto: la burocratizzazione del cuore; il rifiuto dell’estraneo; l’umiliazione dei più deboli, la domanda di salvezza nonostante l’evidenza del soffocamento esistenziale. Ne dà conto Enzo Manes. Infine, ciò che è in principio: l’Editoriale. Stavolta diciamo qualcosa su Aldo Moro, proprio nei giorni della sua tragica fine (9 marzo 1978). Ma non della sua prigionia, piuttosto dell’uomo, del politico democristiano, dello statista. Un riconoscimento alla buona politica. Cioè un invito, per i giovani che intendono cimentarsi con l’impegno politico, a conoscere il suo percorso fin dai tempi della Costituente. E prendere confidenza con i suoi discorsi, esempio concreto del suo intendere la politica come servizio al bene comune proprio perché al centro, da uomo di profonda fede, ha sempre collocato la persona.
Buona lettura. E buona visione con le efficacissime illustrazioni di Francesca Beatrice Sedini
di Angelo Stefano Ragazzini e Filippo Berducci